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Berlusconi: golpe bianco. E da Cavaliere si trasforma in Imperatore

Silvio Berlusconi da Cavaliere si trasforma in Imperatore Giustiniano, colui che ha contribuito a redarre il "Corpus iuris civilis", la raccolta di materiale normativo di diritto romano. E nell'intervista di Giuliano Ferrara getta forse le basi del "diritto berlusconiano".

Il premier Silvio Berlusconi non utilizza solo messaggi audio o interventi telefonici per spiegare la sua verità riguardo la vicenda giudiziaria del Rubygate, che lo vede indagato dalla Procura di Milano per concussione e prostituzione minorile, in attesa che il Gip valuti la richiesta di giudizio immediato.
Il Presidente del Consiglio sceglie di essere intervistato questa volta da Giuliano Ferrara, direttore de "Il Foglio", in edicola oggi ma che la versione online del quotidiano anticipava alcuni passaggi dell'intervento.
Prima di tutto arrivando sulla pagina del foglio.it (http://www.ilfoglio.it/soloqui/7698) l'attenzione del lettore viene immediatamente catturata da una immagine di un Silvio Berlusconi nelle vesti dell'imperatore bizantino Giustiniano.
Giustiano è colui che affidò il compito di redigere ai giuristi Triboniano, Teofilo e Doroteo un'opera didattica divisa in 4 libri, che rappresenta una delle parti di cui si compone il "Corpus iuris civilis". Il Corpus iuris civilis, come ben sapranno gli studenti di giurisprudenza, è "la raccolta di materiale normativo e materiale giurisprudenziale di diritto romano per riordinare l'ormai caotico sistema giuridico dell'impero", come scrive anche Wikipedia. Sembra quindi che l'accostamento di Silvio Berlusconi all'imperatore Giustiniano sia una metafora delle riforme che il Cavaliere vorrebbe fare all'ordinamento giudiziario. Il problema, però, è che il Corpus iuris civilis è già alla base del diritto di molti Stati moderni, compreso il nostro.
"L'imperatore Berlusconi", quindi, che forse vorrebbe "riordinare l'ormai caotico sistema giuridico dell'impero" spiega: "Dalle cronache di questi giorni si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un'opposizione senza identità propria, si muovono di concerto: si passano le carte, non si comprende in base a quale norma, come nell'inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle 'vite degli altri' che si faceva nella Germania comunista".
Ma il "Giustiniano Berlusconi" specifica che "stavolta c'è una coscienza pubblica diffusa dell'intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato 'golpe morale'. E' per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. E' un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile".
Ed ecco forse le basi del nuovo diritto romano, o qualcuno potrebbe ipotizzare di "diritto berlusconiano": In una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il Parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica - e ancora - I padri costituenti avevano stabilito saggiamente che prima di procedere contro un parlamentare si dovesse essere certi, attraverso un voto della sua Camera di appartenenza, che si era liberi dal sospetto di accanimento o persecuzione politica. Era un filtro tra i poteri autonomi dell'ordine giudiziario e la sovranità e autonomia della politica".

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