le notizie che fanno testo, dal 2010

Berlusconi e quella "pazza idea" di far stampare l'euro alla Zecca

Non è la prima volta che Berlusconi invita la BCE a divenire prestare d'ultima istanza, e oggi lancia la "pazza idea" di cominciare "a stampare euro noi, con la nostra Zecca".

La "pazza idea" di Silvio Berlusconi potrebbe essere solo una provocazione ma anche quel compromesso atteso tra chi ha paura di uscire dall'Euro e chi continua ad avvertire che un Paese che non ha la possibilità di stampare moneta è solamente schiavo del mercato e di chi quei soldi glieli ha letteralmente prestati, naturalmente ad un tasso d'interesse che a volte sale vertiginosamente.
Non è la prima volta che Silvio Berlusconi sostiene la necessità che la BCE diventi prestatore di ultima istanza dell'euro , e intervenendo all'Assemblea dei gruppi del Pdl invita la Banca centrale europea a stampare più moneta, il che rappresenterebbe una boccata d'ossigeno per tutti i Paesi della zona euro. Ma Mario Draghi non sembra assolutamente intenzionato a far respirare a pieni polmoni né l'Europa né l'Italia. Questo lo sa anche Berlusconi, e così annuncia che l'alternativa sarebbe qualla di cominciare "a stampare euro noi, con la nostra Zecca".
La proposta di Berlusconi di far stampare alla Banca d'Italia l'euro, che se attuata andrebbe ad annullare di fatto la preoccupazione del debito pubblico e del pareggio di bilancio, arriva in un momento delicato per il Popolo della libertà, che rischia di scomparire dalla scena politica se non in grado di calamitare nuovamente su di sè il proprio elettorato, e non solo.
Una boutade, quindi, da campagna elettorale, come la giudica già qualcuno. Ma, a parte la fattibilità di concretizzare questa "pazza idea", Berlusconi dimostra di conosce (ancora una volta) e saper interpretare lo stato d'animo di una parte consistente degli italiani, preoccupati di non avere più in mano il proprio destino, anche per il fatto di non avere più in tasca una moneta sovrana.
Proprio oggi Paolo Barnard, giornalista e autore del saggio "Il più grande crimine" , insiste nuovamente sulla pericolosità di non avere infatti più una sovranità monetaria, e lo fa descrivendo "la paralisi della funzione pubblica" di fronte al problema dei terremotati dell'Emilia Romagna.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: