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Berlusconi e Bossi: faccia a faccia su fisco, referendum e rimpasto

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a pranzo per discutere della linea che il governo dovrà tracciare e seguire nei prossimi due anni, dalla riforma fiscale necessaria per fronteggiare la crisi al rimpasto del governo, fino al referendum, per non arrivare Pdl e Lega Nord divisi nel voto del 12 e 13 giugno.

Oggi a pranzo si incontreranno Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, per decidere sostanzialmente quale sarà la linea da seguire in questi rimanenti due anni di governo, che il premier assicurà porterà a compimento, anche se prima c'è da superare lo scoglio dei referendum e poi la verifica in Parlamento. Lo "schiaffo" delle amministrative ha lasciato il segno, tanto che il Pdl ha iniziato quell'iter necessario per cercare di diventare un vero e proprio partito, anche se la nomina di Angelino Alfano a segretario politico è ancora una volta venuta dall'alto e non come succede di norma, a seguito di un Congresso nazionale. Che verrà, assicurano però dal Popolo della libertà. Ma la nomina di Alfano a segretario del Pdl apre quindi la questione del suo sostituto al Ministero della giustizia. Sembra quindi in vista un ulteriore rimpasto, che però potrebbe creare qualche difficoltà all'interno della maggioranza. Al centro del vertice tra Berlusconi e Bossi anche la riforma fiscale e la manovra economica, e dovrà essere Giulio Tremonti a spiegare come intende procedere. La maggioranza vorrebbe "allentare i cordoni della borsa", anche perché la riforma fiscale è una carta importante che Pdl e Lega Nord si potranno giocare (o sperano di potersi giocare) alle prossime politiche del 2013. Giulio Tremonti sembra però continuare ad essere convinto che la politica migliore sia quella del rigore. Infine, sul tavolo ci sarà anche la questione dei referendum del 12 e 13 giugno. Umberto Bossi sembra "interessato" ad alcuni quesiti, e per non avendo indirizzato ancora espressamente i suoi elettori la linea del Sentur sembra favorevole almeno per quanto riguarda i quesiti sull'acqua. Dall'altra parte c'è Silvio Berlusconi che promette di "prendere atto della volontà dei cittadini" ma che nel frattempo ricorre alla Consulta. Il governo, infatti, ha dato mandato all'Avvocatura generale delllo Stato per cercare di dimostrare davanti alla Corte Costituzionale, che si riunirà martedì, l'inammissibilità del referenudum sul nucleare. L'intento, ancora una volta, è infatti quello di cancellare il referendum sul nucleare.

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