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Berlusconi: decadenza è colpo di Stato. Monti non poteva essere senatore a vita

Silvio Berlusconi, parlando ai giovani di Forza Italia, afferma che il voto sulla sua decandenza è un vero e proprio "colpo di Stato", basato su "una sentenza incredibile, assolutamente infondata, utilizzata per porre le basi dell'omicidio politico del leader del centrodestra". Infine, apre una parentesi sulla caduta del suo governo nel 2011, precisando: "Fu il Quirinale a chiedermelo, Mario Monti non aveva meriti tali da poter ottenere la nomina di senatore a vita".

Il 27 novembre il Senato voterà sulla decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi, definita dal Cavaliere un vero e proprio "un colpo di Stato". Parlando ai giovani di Forza Italia, Berlusconi afferma infatti che il voto per la sua decandenza è basato su "una sentenza incredibile, assolutamente infondata, utilizzata per porre le basi dell'omicidio politico del leader del centrodestra". Nonostante questo, Berlusconi chiarisce che "non chiederà mai la grazia" a Giorgio Napolitano, perché dovrebbe essere lo stesso Capo dello Stato, di sua iniziativa, a concedergliela visti i presupposti e visto che sarebbe umiliante per l'Italia vedere il leader del centrodestra "essere affidato ai servizi sociali per riabilitarsi". Berlusconi ripete poi quanto già detto nel corso del Consiglio Nazionale che ha visto la nascita di Forza Italia, ribadendo che "Magistratura democratica ha trasformato la magistratura da ordine dello Stato in contropotere superiore a governo e parlamento" poiché "la missione di Magistratura democratica è quella di portare la sinistra al potere". Silvio Berlusconi ricorda quindi come dopo la sua "vittoria nel 1994 iniziò l'aggressione giudiziaria" perché quando capirono che era "un ostacolo" gli "scatenarono addosso una valanga di processi". Berlusconi si dice quindi "preoccupato" per quanto sta accedendo, precisando: "Non sono preoccupato per me, ma per l'attacco che si sta portando contro la libertà in Italia - aggiungendo - La libertà non si perde mai tutta d'un colpo, ma poco a poco, come una corda tesa che si sfilaccia sempre di più". Berlusconi, poi, apre una parentesi anche su quanto successo alla fine del 2011, rivelando: "Al Quirinale mi dissero che per il bene del Paese avrei dovuto cedere la guida del governo ai tecnici, e per responsabilità cedemmo - sottolineando però - Mario Monti non aveva meriti tali da poter ottenere la nomina di senatore a vita". Per tutte queste ragioni, Silvio Berlusconi esorta tutto il partito di Forza Italia a rimanere unito, annunciando: "Faremo delle manifestazioni e tutti dobbiamo partecipare". La prima tra queste è fissata proprio per il 27 novembre.

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