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Berlusconi contro magistrati e giornali. Umberto Eco: schizofrenia

Silvio Berlusconi torna a parlare ai Promotori della Libertà, con un nuovo affondo verso la magistratura e i giornali. Ma mentre si ascolta la voce del premier a qualcuno vengono in mente le parole di Umberto Eco al Palasharp di Milano.

Non passa giorno che Silvio Berlusconi, quasi come un moderno Dottor Dokrobei (Berlusconi come Dottor Dokrobei affida una nuova "missione" ai suoi - http://tinyurl.com/389gdzw), si rivolge al suo popolo. Questa mattina il premier lo fa, come capita periodicamente, parlando ai Promotori della Libertà e mentre da una parte sottolinea che le "proteste che si sono manifestate in Tunisia e in Egitto" sono state generate anche dalla "frustrazione, la disillusione, il risentimento che nascono dalla povertà e dalla mancanza di regole democratiche" dall'altra non manca di sottolineare che in Italia ci sarebbero magistrati che "perseverano nell'intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini" e giornali che "appaiono concentrati solo a guardare queste vicende, come dal buco della serratura".
Tanto che per un momento tornano alla mente le parole pronuciate al Palasharp di Milano dallo scrittore Umberto Eco, quando ha sottolineato che Berlusconi dovrebbe dimettersi per un "eccesso di schizofrenia".
Umberto Eco ha portato come esempio il caso Battisti: "Il presidente del Consiglio ha fatto una cosa giusta prendendosela con il Brasile che si rifiuta di estradare un condannato e difendendo così la nostra magistratura. E allora perché - si domanda Eco - se difende la magistratura quando accusa un altro, la delegittima quando accusano lui?".
Allo stesso modo qualcuno potrebbe pensare che se è vero che la magistratura nel nostro Paese, come afferma il Presidente del Consiglio, persevera "nell'intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini" e che i giornali sarebbero concentrati solo a vedere certe vicende "dal buco della serratura", allora saremmo di fronte ad una "mancanza di regole democratiche", come in Egitto e Tunisia. Ma se ciò fosse vero, come l'Italia potrebbe "assecondare e sostenere una ordinata evoluzione democratica anche in quei Paesi che riescono faticosamente ad uscire da regimi e non possono contare su consolidate tradizioni liberali", come afferma Berlusconi ai Promotori?

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