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Berlusconi: con sinistra Milano dell'expo 2015 sarà una città islamica

Silvio Berlusconi torna con i suoi videomessaggi, non in televisione ma su internet. Il premier e leader del Pdl fa due appelli, ai napoletani e ai milanesi chiamati al ballottaggio. Il contenuto del messaggio però è più o meno a quello già sentito molte altre volte.

Silvio Berlusconi torna con i suoi videomessaggi. Questa volta non in televisione (l'Agcom ha appena sanzionato il TG1, TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto) ma su internet. Silvio Berlusconi, sempre con alla sua destra le bandiere istituzionali dell'Italia e dell'Europa e con alla sua sinistra il logo del Pdl (tanto che è difficile capire se parli da premier o da leader di partito), fa due appelli ai napoletani e ai milanesi, che domenica 29 e lunedì 30 maggio sono chiamati nuovamente alle urne per il ballottaggio. Napoli dovrà decidere tra Lettieri e Luigi De Magistris, Milano tra Giuliano Pisapia e Letizia Moratti. Il contenuto del messaggio non è molto diverso rispetto a quello che Berlusconi aveva già espresso venerdì scorso quando andò in onda in prime time sui telegiornali sanzionati dall'Agcom, e rispetta anche la linea già segnata in questi giorni da Umberto Bossi. Per alcuni quasi "una recita scontata e, se si può dire, noiosa", prendendo in prestito le parole del cardinal Bagnasco, che in tal modo definisce l'attuale politica italiana. In particolare, infatti, parlando di Milano Silvio Berlusconi dice che una città che si colloca "nella rosa delle grandi capitali europee (...) non vorrà certo consegnarsi all'estrema sinistra con il rischio di diventare una città disordinata, caotica, insicura". Con la sinistra di Giuliano Pisapia, infatti, Milano diventerebbe "alla vigilia dell'expo 2015 una città islamica, una zingaropoli di campi Rom, una città assediata dagli stranieri e che dà a questi stranieri extracomunitari anche il diritto di voto nelle consultazioni municipali". E così Silvio Berlusconi infine invita quindi a non "consegnare la nostra Milano a una sinistra autoritaria, inefficiente, clientelare" e quindi a "votare per difendere i nostri interessi, i nostri diritti, la nostra libertà". Berlusconi sembra parlare quindi non solo da Presidente del Consiglio e leader del Pdl, ma anche da cittadino milanese, che non vuole che il suo sindaco (nel caso vincesse Pisapia) "vada a prendere il caffè tutti i giorni con quelli dei centri sociali".

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