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Berlusconi: con riforma giustizia non ci sarebbe stata Tangentopoli

Silvio Berlusconi spiega ai suoi Promotori della Libertà la riforma "epocale" della giustizia, che se "fosse stata fatta per tempo" avrebbe cambiato la storia dell'Italia, a partire da Tangentopoli. Nel senso che non ci sarebbe stata.

Il Presidente del Consiglio torna a parlare ai suoi Promotori della Libertà, che come da regolamento "dipendono direttamente dal Presidente Silvio Berlusconi", chiedendogli nel solito audio messaggio di dargli "una mano" per spiegare "a tutti gli italiani" che la riforma della giustizia presentata al Cdm straordinario di giovedì scorso servirà ad evitare la dittatura dei giudici.
Il premier, infatti, è convinto che l' "equilibrio tra accusa e difesa non c'è più e non c'era più da tempo, la bilancia della giustizia pendeva e pende senza eccezioni dalla parte dell'accusa a svantaggio dei cittadini". Per questo motivo, spiega il premier, la riforma della giustizia, sempre osteggiata da "Fini e i suoi, giustizionalisti e statalisti", è "epocale", perché "è rivolta a creare le condizioni per restituire ai cittadini la fiducia in un servizio fondamentale dello Stato quale deve essere la giustizia giusta, che si ottiene attraverso un giusto processo, il processo dove l'accusa e la difesa sono poste sullo stesso piano di fronte a un giudice finalmente terzo, finalmente indipendente dal PM". Berlusconi, quindi, espone i punti salienti della riforma e tra le novità "epocali" anticipa che i PM non saranno più "pubblici ministeri" ma solo "Avvocati dell'accusa". Il premier spiega inoltre che "l'obbligatorietà dell'azione penale" sarà applicata solo "secondo i criteri previsti dal Parlamento ogni anno" ma visto che la legge è uguale per tutti "i magistrati dovranno rispondere sul piano civile del loro operato".
Silvio Berlusconi precisa, naturalmente, che questa riforma "non è una legge ad personam" assicurando che se "fosse stata fatta per tempo, la storia recente dell'Italia sarebbe stata diversa". Con questa riforma della giustizia, infatti, assicura Silvio Berlusconi "Non ci sarebbe stata quella esondazione della magistratura dagli argini costituzionali che ha portato ad annullare un'intera classe di governo nel 1992-93". Insomma, niente Tangentopoli e ora potremmo festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia ancora come I Repubblica. E chissà se chi, risvegliandosi da un ipotetico sonno criogenico iniziato prima del 1992, noterebbe poi davvero così tante differenze da allora.

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