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Berlusconi: con Prodi, Bersani mette sotto i piedi la democrazia

Silvio Berlusconi ricorda che l'articolo 87 della Costituzione sancisce che il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale, e sottolinea che la candidatura di Romano Prodi mira invece a salvaguardare solo l'unità del PD, avvisando: Pier Luigi Bersani sta "mettendo sotto i piedi la democrazia".

Durante la riunione dei gruppi congiunti del PDL di Camera e Senato, dove è stato deciso di non votare al quarto scrutinio, Silvio Berlusconi ricorda l'articolo 87 della Costituzione, quello che sancisce che "il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale". Invece, sottolinea Berlusconi, la scelta da parte del PD di votare Romano Prodi è stata da loro presa solo per "salvaguardare l'unità del Partito". "Partendo dallo spirito e dalla lettera dell'articolo 87, ci eravamo resi disponibili ad una candidatura condivisa, non espressione del nostro Partito. - spiega Berlusconi - L'onorevole Bersani ci ha sottoposto una rosa di cinque candidature gradite al Partito Democratico. Tra queste candidature abbiamo individuato di comune accordo quella di Franco Marini". Il leader del Popolo della libertà evidenzia quindi: "Una candidatura che abbiamo lealmente sostenuto, votando Franco Marini nella prima votazione" sottolineando però come "tale candidatura è stata invece successivamente accantonata, con palese violazione della parola data, degli impegni assunti con noi dal Partito Democratico, a causa delle faide e delle divisioni interne allo stesso PD".

Silvio Berlusconi, così come tutti gli esponenti del PDL, ma anche della Lega Nord, è quindi chiaro: il PD sacrifica "il valore superiore della rappresentanza di tutti gli italiani per tutelare il loro interesse di parte e di partito". "Il PD ha quindi cambiato le carte in tavola, non ha mantenuto i patti, si è dimostrato assolutamente inaffidabile e sta paralizzando il Paese da 53 giorni. - prosegue Berlusconi - Egli pretende di occupare tutte le istituzioni sulla base di uno 0.3 per cento di voti in più, probabilmente recuperati grazie alla antica 'professionalita' della sinistra in sede di scrutinio". Il Cavaliere ricorda quindi a Pier Luigi Bersani come "in campagna elettorale avesse promesso di comportarsi come se avesse ottenuto il 49% anche se conquistava il 51%, sottolineando: "Non ha ottenuto il 51% e neppure il 49%, ma solo il 20%, eppure pretende di sequestrare tutte le prime cinque cariche dello Stato e di bloccare il Paese, mettendo sotto i piedi la democrazia - concludendo - Noi riteniamo che l'Italia, il nostro Paese, sia più importante degli interessi di fazione della sinistra. Non riconosciamo democraticità e limpidità a questo voto e al comportamento del Partito Democratico".

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