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Berlusconi come Ruby: vogliono farmi fuori

Ruby Rubacuori rivela che "ha avuto paura di essere fatta fuori". Anche Silvio Berlusconi spiega di essere oggetto di una "persecuzione politico-giudiziaria" che "si è articolata su 105 indagini e in 28 processi" a cui, spiega, "sono sottoposto con l'evidente finalità di farmi fuori".

Silvio Berlusconi è tornato a parlare i suoi Promotori della Libertà invitandoli a compiere "un compito importante" cioè quello "di raccontare, di spiegare, di convincere. Per le strade, fra la gente, nei luoghi di lavoro, dove si formano le vere opinioni della gente" perché "i giornali raccontano, purtroppo, soprattutto pettegolezzi e svolgono sempre più spesso un'opera di disinformazione". Con queste parole il Presidente del Consiglio invita i Promotori a diffondere la sua verità, quella che lo vede in una "evidente persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra sostenuti dalla sinistra politica" fin da quando è "sceso in campo per servire il Paese".
Il messaggio di Silvio Berlusconi è più o meno sempre lo stesso, e cioè che i suoi oppositori vedono pregiudizialmente le sue opere di bene, attaccandolo senza alcun motivo. Una "persecuzione politico-giudiziaria" che "si è articolata su 105 indagini e in 28 processi" a cui, spiega Berlusconi "sono stato e sono sottoposto con l'evidente finalità di farmi fuori, essendo io considerato, da parte della sinistra e dei suoi giudici, un ostacolo insuperabile e quindi da eliminare con ogni mezzo per il raggiungimento del potere".
Il messaggio ai Promotori della Libertà arriva dopo la sentenza della Consulta che giudica la legge sul legittimo impedimento parzialmente incostituzionale e dopo il riaccendersi del caso Ruby, poiché la Procura di Milano l'ha iscritto nel registro degli indagati per prostituzione minorile e concussione.
Silvio Berlusconi spiega che la sentenza della Corte Costituzionale naturalmente non lo "preoccupa" perché nulla ha "da temere da processi francamente assurdi nel merito". "Processi grotteschi, ridicoli, inventati da parte dei PM di sinistra" aggiunge in seguito.
Berlusconi infatti afferma di non vedere l'ora di difendersi "in tribunale da accuse tanto assurde" specificando che invece (come già detto oggi a Mattino 5) è stata la maggioranza a volere la legge, per creare un clima di lavoro più sereno e serio.
Dopo la notizia della sentenza della Consulta Silvio Berlusconi rivela che si aspettava che i suoi persecutori attendessero "almeno una settimana" ma, probabilmente per "battere il ferro finché è caldo", "i PM di Milano non hanno resistito - spiega Berlusconi - e la sera stessa mi hanno mandato il loro biglietto di auguri per il nuovo anno e per l'occasione si sono inventati il reato di 'cena privata a casa del Presidente' " (che racchiuderebbe il reato di prostituzione minorile e concussione).
Ma Silvio Berlusconi sembra aver trovato la spiegazione di questa nuova accusa infondata spiegando: "Ho dedotto che sono invidiosi e che mi fanno i dispetti per non essere stati invitati anche loro".

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