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Berlusconi come Dottor Dokrobei affida una nuova "missione" ai suoi

Ancora una volta Berlusconi assegna una missione ai Promotori della libertà quasi sullo stile del Dottor Dokrobei di Yattaman, cioè "aiutare gli italiani a capire questo momento politico così assurdo" e "organizzare per l'11 e il 12 dicembre una grande manifestazione".

Silvio Belusconi torna a parlare ai Promotori della libertà (del Pdl naturalmente). Ancora una volta il premier assegna una missione ai suoi Promotori, quasi sullo stile (simpaticamente) del Dottor Dokrobei dell'anime giapponese prodotto nel 1977 dalla Tatsunoko. Il Dottor Dokrobei puntualmente ogni settimana, infatti, affida un compito al Trio Drombo che Yattaman (che nella trasposizione politica non è ancora chiaro chi potrebbe essere) deve impedire di portare a termine.
Questa volta Berlusconi spiega ai suoi (se ascoltato con un altoparlante gracchiante fa un certo effetto): "La missione che vi affido questa settimana è quella di aiutare gli italiani a capire questo momento politico così assurdo, così contrario all'interesse del Paese, così lontano dagli interessi veri della gente".
Per questo motivo Berlusconi chiede ai Promotori della libertà di mobilitarsi "fin da ora per organizzare per sabato 11 e domenica 12 dicembre una grande manifestazione e una raccolta di firme a sostegno dell'azione del governo per non tradire gli elettori".
L'obiettivo di questa e delle passate missioni è sempre lo stesso, quello di "realizzare il cambiamento dell'Italia, in senso liberale, per costruire un Paese più libero, più moderno, più sicuro, più giusto e anche più orgoglioso di sé".
Silvio Berlusconi ha infatti il sogno "di riavviare l'Italia su un sentiero liberale" perché "quando oggi parliamo al telefono e non siamo convinti che la nostra conversazione sarà inviolata, sentiamo tutti di non essere in un Paese davvero libero" e conclude: "In genere riesco a realizzare i miei sogni". Ci manca solamente la risata finale col riverbero.
Come il Dottor Dokrobei, Silvio Berlusconi contatta i suoi solo in voce anche se, per fortuna, i messaggi del premier una volta ascoltati non esplodono.

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