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Berlusconi: bombardiamo Libia sennò dicono che Italia non conta niente

Berlusconi rivela una parte di quella verità che l'ha portato a decidere sul bombardamento della Libia. La decisione è stata assunta anche perché sennò l'opposizione potrebbe dire che "l'Italia non conta niente, che il Presidente Berlusconi non è tenuto in considerazione".

L'Italia ha deciso di bombardare la Libia, o meglio di intervenire con "i nostri velivoli su obiettivi militari, dove c'è da escudere con certezza la possibilità di provocare danni alla popolazione civile", come precisa Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa seguita al vertice italo-francese con Nicolas Sarkozy. Berlusconi sottolinea anche come in realtà "non si tratta di bombardamenti" perché spiega "dalla stampa di stamattina (ieri, ndr) in Italia sembra che noi ci apprestiamo, così come i nostri alleati, a fare bombardamenti, quelli famosi con le bombe a grappolo" mentre "si tratta di interventi con dei razzi di estrema estrema precisione su singoli obiettivi militari, come dei mezzi in movimento e via dicendo". "Niente assolutamente a che vedere con interventi su centri civili o là dove ci possano essere delle vittime civili" rassicura il premier, anche se tale precisazione, potrebbe pensare qualcuno, dovrebbe essere del tutto superflua, visto che anche in guerra esistono (o dovrebbero esistere) delle regole, dettate soprattutto dalla Convenzione di Ginevra. Berlusconi comunque ribadisce che "lo scopo di quello che noi facciamo è innanzitutto, principalmente, quello di proteggere la popolazione civile" anche se poi rivela, esattamente come sul tema del nucleare, una parte di quella verità che ha portato il premier a decidere per l'intervento attivo dei nostri militari. La decisione di bombardare la Libia non sembra quindi solo costituire "il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a metà marzo, (...) e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento" come afferma Giorgio Napolitano, perché Silvio Berlusconi spiega di aver ritenuto di farlo "anche perché non volevo che l'Italia fosse considerata una partecipante ma non a pieno titolo, e sentivo che poi la stessa opposizione interna, che pure aveva dato in Parlamento il suo benestare consapevole all'iniziativa che abbiamo assunto con la messa a disposizione delle basi ed altro, avrebbe sfruttato questo fatto contro di noi". "Ecco, io credo che per esempio c'è stato un episodio che tutti ricordano, di una triangolazione telefonica su iniziativa del Presidente Obama con i Paesi che partecipano alla offensiva contro gli obiettivi militari - spiega ancora Berlusconi - Noi non partecipavamo, siamo stati naturalmente esclusi da questa triangolazione e l'opposizione ha approfittato per dire che l'Italia non conta niente, che il Presidente Berlusconi non è tenuto in considerazione". Il premier quindi conclude: "Anche queste ragioni ci hanno indotto alla decisione che abbiamo assunto".

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