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Berlusconi alla riscossa:con Lega alleanza solida. Calderoli smentisce

Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo, ma questa volta, promette, si muoverà solo "dietro le quinte" per quella che potrebbe anche essere una "lunga" campagna elettorale. Che però potrebbe essere separata da quella della Lega Nord.

Mentre gli italiani attendono con ansia (chi più chi meno) il 5 dicembre, giorno in cui finalmente il governo Monti dissiperà un po' di quella nebbia (citando il Financial Times) che avvolge ancora tutti quei provvedimenti che l'economista ha in mente (ma che a quanto pare ha già svelato all'Europa) per uscire dalla crisi, Silvio Berlusconi scende nuovamente in campo. Le pagine di politica di questi ultimi giorni erano piene solo di "fiducia, equità e rigore", tanto che l'articolo del Financial Times (Monti's budget plans shrouded in fog) aveva fatto ripiombare pesantemente a terra tutti coloro che vivono nel "miracolo" (per citare Enrico Letta) di Mario Monti. E mentre gli italiani aspettano di capire dove "il coltello del bilancio cadrà" (ma qualcuno già ipotizza che possa trattarsi di una scure), Silvio Berlusconi sembra aver ritrovato il "cavo" per poter in futuro "staccare la spina" al governo Monti, come promesso prima che i "tecnocrati non eletti" salissero al potere (i virgolettati sono del Financial Times). Intervenendo al convegno dei Popolari liberali a Verona, Berlusconi sale sul palco dopo Angelino Alfano, che ricorda come i loro avversari accusavano il Pdl del fatto che "gli spread, la crisi, in Italia, in Europa, nel mondo, erano tutta colpa di Berlusconi" (qualcuno forse avrebbe anche detto dei NO TAV) ma che anche dopo le dimissioni del Cavaliere "gli spread salgono, le Borse vanno peggio di prima e così hanno perso la partita con la verità, come sempre". Accolto da un coro di "Silvio Silvio" e da uno scroscio di applausi, Berlusconi sottolinea prima di tutto, rivolto ad Alfano, di avere una "certezza", e cioè che "per la vittoria" che deve conseguire nel 2013, il Pdl è "in ottime mani", confermando la leadership dell'ex Guardasigilli. Berlusconi precisa che "nel 1994 siamo scesi in campo lasciando attività che ci piacevano molto e nelle quali avevamo un certo successo" perché "non volevamo che il Paese cadesse nelle mani di coloro che nel profondo erano e sono rimasti comunisti", invitando tutti i presenti a "continuare a combattere per la libertà!". E il Cavaliere, annuncia, non si sottrarrà all'impegno, garantendo che lo raddoppierà "per l'organizzazione della nostra forza politica". "Non lo so se la campagna elettorale sarà 'lunga', ma dobbiamo essere pronti. Io lavorerò dietro le quinte - assicura Berlusconi - Stiamo già lavorando per diffonderci capillarmente in tutta Italia, per l'organizzazione della nostra forza politica, un grande partito per un grande paese, per creare un team elettorale in tutte le sezioni elettorali, per stabilire anche grazie alla rete un contatto quotidiano con gli italiani, per scrivere il programma, frutto del lavoro di questi ultimi dieci anni". Nonostante Alfano sottolinei che il Pdl sosterrà il "governo Monti", Berlusconi sembra lasciar intendere che non gli darà quella "carta bianca" già consegnata all'economista da altri partiti. L'ex premier torna quindi a contestare un provvedimento che sembra essere nell'aria, ma che pare essere solo una rivisitazione (se non un clone) di una misura che voleva introdurre già a suo tempo Romano Prodi, cioè quella della tracciabilità dei pagamenti, la cui soglia (per pagare in contanti) sembra si voglia abbassare a circa 300 euro. "Va contro la libertà una norma che dice che tu puoi pagare in contanti fino a 200-300 euro e tutto il resto deve essere verificabile" spiega Berlusconi, rispolverando "il pericolo reale di uno Stato di Polizia tributaria, che sarebbe esattamente il contrario di quello Stato in cui noi vogliamo continuare a vivere". Silvio Berlusconi apre poi una parentesi sul Carroccio, che in quest'ultimo periodo sembra aver preso sempre più le distanze dal Popolo della libertà. Ma il Cavaliere conferma: l'alleanza con la Lega Nord "è solida e non può assolutamente essere resa più debole con questi ultimi accadimenti e con il governo dei tecnici: i motivi dello stare insieme sono importanti e direi decisivi per il futuro del paese - assicurando - Saremo certamente alleati anche alle prossime amministrative". Questa volta a smentire (come solo pochi giorni fa, al ontrario, fece Berlusconi su una battuta di Bossi - http://is.gd/vMClrS) ci pensa Roberto Calderoli, che interpellato dall'Adnkronos afferma senza troppi giri di parole: "L'alleanza a livello nazionale non può essere solida perché non esiste più". Calderoli quindi spiega che "l'alleanza esiste al livello del territorio, dove siamo al governo insieme" ma sottolinea che "rispetto invece a un discorso di tipo nazionale o a future intese tutto dipenderà dal comportamento in aula del Popolo della libertà. E se in tale sede le distanze tra noi dovessero risultare confermate, è impossibile pensare a qualcosa in comune".

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