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Berlusconi: accuse caso Bnl-Unipol? Nulla di provato

Silvio Berlusconi attende nel giro di poche settimane ben tre sentenze. Riguardo al caso Bnl-Unipol, il leader del PDL conferma che non c'è "nulla di provato" e ricorda quante intercettazioni sono state invece pubblicate su di lui senza che nessuno sia stato mai indagato.

In queste settimane, Silvio Berlusconi attende l'esito di tre sentenze. Una riguarda il processo d'appello sui diritti tv, dove il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni subita dal Cavaliere in primo grado. Un'altra riguarda il caso Ruby, dove a quanto sembra la sentenza è attesa per l'8 marzo, giorno della festa della donna. Infine, Silvio Berlusconi attende la sentenza in merito al processo sulla pubblicazione delle interecettazioni telefoniche di Piero Fassino nell'ambito dell'indagine su Bnl-Unipol, dove i pm hanno chiesto la condanna ad un anno di reclusione. Oggi Silvio Berlusconi è intervenuto in aula per rilasciare dichiarazioni spontanee sul processo sui sui diritti tv, e incontrando i giornalisti ha fornito la sua versione dei fatti sulla nuova indagine a suo carico, stavolta diretta dalla Procura di Napoli che l'accusa di corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una presunta "compravendita" del senatore Sergio De Gregorio.

Intervenendo a Studio Aperto, invece, Silvio Berlusconi torna sul caso dell'intercettazione Bnl-Unipol, ricordando: "Io sono sotto processo a Milano con l'accusa di aver contribuito alla diffusione di una frase coperta dal segreto istruttorio. Una frase di Fassino a Consorte: 'Allora, abbiamo una banca'". Berlusconi prima di tutto fa notare, probabilmente riferendosi allo scandalo MPS, che quindi "non è vero che allora i vertici del Partito Democratico non si interessassero alle banche, si interessavano eccome". Silvio Berlusconi, tornando all'indagine Bnl-Unipol, fa notare come in questi anni ci siano state "dichiarazioni riservate pubblicate a iosa sui giornali" su di lui come protagonista, ricordando per esempio: "Qualche tempo fa fui chiamato ad un interrogatorio da Ingroia, e due giorni dopo tutto l'interrogatorio, compresi i commenti che facemmo con Ingroia e con il capo della Procura di Palermo fuori dall'interrogatorio bevendoci un caffè, apparvero tutti su due pagine del quotidiano 'Il Fatto'".

Silvio Berlusconi, tornando al al caso De Gregorio, fa notare quindi come "oggi i giornali sono pieni di dichiarazioni che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio", che lui è "l'unico italiano che ha avuto dichiarazioni e intercettazioni a iosa pubblicate sui giornali" ed è anche l'unico "sotto processo con la richiesta da parte del pubblico ministero di un anno di reclusione". Il leader del PDl quindi afferma che le accuse che gli sono state mosse per il caso Bnl-Unipol non sono "nulla di provato" e che "anzi c'è un testimone che dice che non è vero niente e che dice che io quella frase non l'avevo sentita attraverso l'ascolto di una registrazione".

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