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Berlusconi a Tunisi: volontà di trovare soluzione. Anche con Francia

Mentre Silvio Berlusconi cerca di risolvere in un "clima di collaborazione e di amicizia" con la Tunisia il problema dell'emergenza immigrazione, la Lega Nord si dice disponibile al permesso di soggiorno temporaneo per i migranti. Atteso quindi il vertice Italia-Francia.

Mentre Silvio Berlusconi cerca di risolvere in un "clima di collaborazione e di amicizia" con la Tunisia il problema dell'emergenza immigrazione, arriva la notizia che la Lega Nord sarebbe disponibile a quel provvedimento che Roberto Maroni sta considerando di attuare già da qualche giorno, e cioè il permesso di soggiorno temporaneo per gli immigrati che vogliano "ricongiungersi ai familiari in altri Paesi europei, penso alla Francia e alla Germania". Una politica che sa forse un po' di "scarica barile" anche perché finora dal nuovo governo tunisino vi sarebbe solo "la disponibilità ad esaminare la questione", come spiega lo stesso Berlusconi. "E La nostra volontà di farlo in modo assolutamente civile - continua Berlusconi - C'è un'assoluta volontà di trovare una soluzione". Ma presto Silvio Berlusconi dovrà forse trovare una soluzione anche con il presidente francese Nicolas Sarkozy, visto che a breve, come è stato annunciato da Palazzo Chigi, sarà organizzato "un vertice tra i ministri italiani e francesi (esteri, interni ed economia)", incentrato proprio sulla emergenza immigrazione. Tanto che Silvio Berlusconi avrebbe sottolineato allo stesso primo ministro tunisino Beji Kaid Essebsi che "con la Francia ci sarà modo di esaminare e risolvere positivamente la questione visto che molti migranti hanno manifestato il desiderio di passare in un paese di lingua francese per ricongiungersi a parenti e amici", quasi come a veler mettere le mani avanti. Quel che pare certo è che l'Italia potrebbe far valere le proprie ragioni con la Francia non solo citando il Trattato di Schengen ma portando come scudo le parole della Commissaria europea, Cecilia Malmstrom, che da Strasburgo, affrontando le problematiche di Lampedusa, aveva sottolineato che se il flusso dei migranti provenienti dalla Libia aumenterà, allora si potrebbe pensare di attivare la direttiva 55 del 2001 che permette di concedere asilo per almeno un anno "nel territorio degli Stati membri".

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