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Berlusconi a Torino: io mafioso? E' negazione della realtà

Silvio Berlusconi è stato accolto a Torino, dove si è recato per ufficializzare la candidatura a sindaco di Michele Coppola, da un gruppo di manifestanti che lo invitavano a dimettersi gridandogli "mafioso", anche se per il premier tali frasi sarebbero la "negazione della realtà".

Mentre Silvio Berlusconi presentava ufficialmente la candidatura di Michele Coppola a sindaco di Torino per il Pdl, che vedrà come antagonista del PD Piero Fassino, fuori dall'hotel Principi di Piemonte si radunavano un gruppo di circa 500 persone che probabilmente non facevano parte di quei "torinesi indecisi" che secondo i sondaggi del premier evidenziano un "elettorato di sinistra" stanco. Una manifestazione contro il Presidente del Consiglio che si è svolta quasi fino alla fine senza alcun tipo di scontro con la polizia in assetto antisommossa che bloccava l'accesso all'hotel. La carica sembra essere arrivata quasi improvvisamente e durata pochi minuti, dopo un lancio di oggetti da parte della folla aumentata nelle ore sempre più di numero, qualche manganellata da parte della polizia, la dispersione dei manifestanti in due gruppi e il ferimento di un agente all'arcata sopraccigliare. All'inizio però solo cartelli e "sfottò" contro Berlusconi con scritte tipo "Dimettiti 'viso' flaccido", "L'Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione", "Mi vergogno del Presidente", "Cento anni di imperialismo coloniale (riferendosi all'entrata in guerra dell'Italia contro la Libia, suo ex alleato fino a pochi giorni fa, ndr)", "Fatti processare buffone" e ancora "Baciamo le mani a Gheddafi, mafioso" (come immortala anche La Repubblica - http://is.gd/KhJNSG). Ma anche slogan contro Silvio Berlusconi, che invitavano il premier a dimettersi e a vergognarsi, dandogli anche del mafioso. Frasi che il Cavaliere ha considerato "fuori dalla realtà". "Ancora stasera al mio arrivo a Torino sono stato accolto da un manipolo di baldi giovani che urlava 'via la mafia dallo Stato' e 'mafioso' - avrebbe raccontato durante la cena elettorale - E' la negazione della realtà, visto che il nostro governo in meno di 3 anni ha catturato 7mila mafiosi e 28 dei 30 latitanti più pericolosi e ha sequestrato più di 20 miliardi di euro". Eppure nonostante questi importanti successi che il premier ama ricordare, Berlusconi sembra essere sempre più deciso a riformare la giustizia e questo perché, spiegherebbe ancora a Torino: "Non consegno il Paese che amo alla sinistra che è ancora comunista, in tutte le espressioni, a partire da coloro che dovrebbero amministrare la giustizia".

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