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Berlusconi a Obama "ossessionato" da giudici di sinistra. Come Sindona

Silvio Berlusconi non resiste e rende partecipe Barack Obama che ormai in Italia si ha "quasi una dittatura dei giudici della sinistra". Interessante come nel 1981 anche Michele Sindona scriveva all'allora Presidente USA per dirgli che era un "perseguitato dalla Sinistra italiana", come rivela GQ.com.

Silvio Berlusconi non ha potuto resistere alla tentazione di rendere partecipe anche Barack Obama della situazione che regna in Italia, stando alle "ossessioni" del premier, come le chiama Nichi Vendola. Berlusconi comunica infatti al Presidente degli Stati Uniti, durante il G8 a Deauville della: "riforma della giustizia, che per noi è fondamentale, perché noi abbiamo in questo momento quasi una dittatura dei giudici della sinistra" (http://is.gd/ZYQKO5). A rendere ancor più interessanti, da un punto di vista storico-politico, le esternazioni di Berlusconi che arrivano "persino ad infangare la patria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino", come sottolinea Fabio Granata di Fli, il parallelismo che fa GQ.com (http://is.gd/3xwqH2), paragonando l'attuale premier italiano a Michele Sindona. Il magazine, infatti, pubblica un "documento inedito" di Michele Sindona, "banchiere e criminale italiano - come lo descrive Wikipedia - un membro della loggia P2 (tessera n. 0501)" che "ha avuto chiare associazioni con la mafia. Coinvolto nell'affare Calvi e mandante dell'omicidio di Giorgio Ambrosoli, è morto avvelenato in prigione, dopo la condanna all'ergastolo", con il famoso "caffè al cianuro di potassio". Il documento in questione è una lettera del 7 settembre 1981 "destinata a Ronald Reagan, il presidente degli Stati Uniti", che però pare non abbia mai risposto a Sindona. A consegnare la missiva a GQ.com il figlio del banchiere, Nino, che vive in Brasile. Singolare come Michele Sindona, che scriveva dal carcere a Springfield (Missouri) perché su di lui pendevano ben 65 accuse di reato (tra cui "frode, spergiuro, false dichiarazioni bancarie ed appropriazione indebita di fondi bancari"), si rivolgesse al Presidente degli Stati Uniti nella sua missiva spiegando: "Sono stato perseguitato dalla Sinistra italiana soltanto perché mi sono battuto con tutte le mie forze per il rispetto delle istituzioni italiane e l'elezione di un governo veramente democratico che potesse onorare le alleanze con i Paesi occidentali, in primo luogo con gli Stati Uniti" e ancora "Ho studiato il modo per evitare che la sinistra italiana prendesse il controllo della stampa e della televisione. Per questi miei tentativi la sinistra italiana ha fatto di me un bersaglio". Sindona precisa poi che: "Il Consiglio superiore della magistratura, di cui fanno parte in maggioranza rappresentanti della sinistra, ha cacciato il presidente della Corte di Cassazione che aveva sottoposto un affidavit nel quale si affermava che i giudici italiani avevano illegalmente dichiarato che le mie banche fossero in bancarotta" per concludere "Io mi sono soltanto battuto per la democrazia e la giustizia, e a causa di questo sono stato perseguitato dai comunisti italiani". Il magazine GQ commenta quindi: "Sono passati trent'anni, ma i temi di fondo sono gli stessi: la magistratura è di sinistra e perseguita chiunque si metta contro i comunisti che dominano l'Italia".

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