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Berlusconi a Napolitano: non mi dimetto. Alternativa? Voto anticipato

Silvio Berlusconi incontra Giorgio Napolitano. Indiscrezioni voglioni che il premier abbia sottolineato che l'unica alternativa al suo governo è il voto anticipato, visto che non avrebbe alcuna intenzione di dimettersi.

Nessuna nota ufficiale dal Quirinale dopo che Giorgio Napolitano ha ricevuto nel pomeriggio di ieri Silvio Berlusconi e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta. Indiscrezioni vogliono però che il Capo dello Stato si sia soffermato in particolare sulla situazione economica dell'Italia, che continua ad aggravarsi. Il taglio del rating del debito sovrano di Standard & Poor's, che ieri ha anche declassato 7 banche, sommato ai continui "attacchi" in Borsa e alle critiche da parte di opposizione e parti sociali in merito ai provvedimenti che sta adottando il governo per fronteggiare la crisi, sembrano infatti preoccupare il Colle. Ma Silvio Berlusconi assicura che già nel Consiglio dei ministri previsto per oggi si discuterà riguardo quelle misure necessarie per la crescita del Paese, indispensabile per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 come promesso, soprattutto ora che anche l'FMI ha tagliato le stime di crescita del PIL italiano. Il premier, inoltre, pare che abbia escluso categoricamente l'idea di potersi dimettere per far posto ad un governo tecnico, in grado di guidare l'Italia fuori dalla crisi economica. Silvio Berlusconi spiega di avere i numeri e una maggioranza solida, e che l'unica alternativa possibile sarebbe solo il voto anticipato. "Il presidente della Repubblica non chiederà le dimissioni di Berlusconi e il presidente del Consiglio non ha mai avuto intenzione di darle" conferma anche Giancarlo Galan, ospite di "Otto e mezzo" su La7. Anche Umberto Bossi garantisce che "l'incontro con Berlusconi è andato bene", facendo intendere che, almeno per adesso, la maggioranza terrà. Ma in questi giorni la tenuta del governo rimane comunque appesa ad un filo, visto che in programma vi è sia il voto per l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti (dove forse i cosiddetti "maroniani", quelli fuori dal "cerchio magico" della Lega, potrebbero votare per il "sì"), che quello sulla mozione di sfiducia a Saverio Romano, ministro dell'Agricoltura, imputato di concorso in associazione mafiosa dalla Procura di Palermo. E difficilmente, crede l'opposizione, la maggioranza terrà in entrambe le occasioni.

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