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Berlusconi a Jibril: sblocco 350 milioni fondi libici. E i 5 miliardi?

Silvio Berlusconi incontra Mahmus Jibril, primo ministro del Consiglio nazionale transitorio libico, che chiede soldi per cominciare a pensare alla Libia del futuro. Berlusconi annuncia lo sblocco dei 350 milioni dei fondi di Stato libici. E i 5 miliardi del Trattato di Amicizia rimasti in "sospeso"?

Il primo ministro del Consiglio nazionale transitorio libico, Mahmus Jibril, ha incontrato nelle stanze della prefettura di Milano Silvio Berlusconi, spiegando all'Italia che, nonostante "la battaglia di Tripoli è ancora in corso" ora la Libia deve cominciare a "pensare al suo futuro". Prima di tutto, la Libia deve "gestire l'emergenza", evidenzia Mahmus Jibril, sottolineando: "Abbiamo bisogno di un aiuto urgente, ci sono persone che non ricevono uno stipendio da mesi. Nel caso in cui il CNT non riuscisse a fornire i servizi base e a pagare gli stipendi, si andrebbe in contro al fallimento del Consiglio transitorio e quindi all'intero processo di stabilizzazione del Paese". "Le nostre priorità sono riportare l'ordine, avviare un sistema di giustizia, avviare i primi passi per la costruzione di un esercito nazionale. Nel mese prossimo speriamo di poter riaprire le scuole e fornire assistenza. Dobbiamo ricostruire le nostre centrali elettriche e tutte quelle strutture e infrastrutture che sono state distrutte - continua Jibril, chiarendo senza troppi giri di parole - Ma per fare tutto ciò dobbiamo disporre dei necessari soldi. E il governo transitorio, che mercoledì si è trasferito da Bengasi a Tripoli, non dispone dei mezzi finanziari necessari per erogare questi servizi". Silvio Berlusconi assicura quindi al premier del CNT lo sblocco dalle banche italiane dei fondi di Stato libici, annunciando che una tranche di questi 350 milioni saranno immediatamente disponibili. In molti, però, si saranno probabilmente chiesti se lo Stato italiano verserà nelle casse del futuro Stato libico quei 5 miliardi di dollari americani (per un importo annuale di 250 milioni di dollari americani per 20 anni) che il governo Berlusconi aveva promesso alla Libia di Gheddafi, sottoscrivendo quel Trattato di Amicizia che tra le altre cose prevedeva anche la reciproca non aggressione tra le due nazioni. Quando l'Italia è entrata in guerra con la NATO a fianco dei ribelli del CNT, Franco Frattini dichiarò che il Trattato d'Amicizia era "sospeso di fatto", e per questo qualcuno forse si sarà domandato se ora verrà "ripristinato". Quei 5 miliardi di dollari, infatti, presumibilmente potrebbero essere molto più utili alla "nuova Libia" liberata dal dittatore che a quella del colonnello Gheddafi. D'altronde è stato lo stesso Silvio Berlusconi a confermare la volontà dell'Italia "di essere vicini al popolo libico e di dare una risposta, per quanto possibile, alle richieste che ci verranno presentate dal governo transitorio". Chissà, quindi, se il CNT reclamerà questi soldi rimasti in "sospeso", visto che Aref Ali Nayed, rappresentante del Consiglio nazionale transitorio libico, ha già chiesto "lo sblocco di 5 miliardi di dollari di asset libici per cominciare a ricostruire il Paese", mentre l'ONU ha trovato un accordo per "soli" 1,5 miliardi.

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