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Berlusconi a Crotone:più poteri al premier e cambiare quelli del Colle

Silvio Berlusconi a Crotone è chiaro sulla riforma dell'architettura istituzionale che vorrebbe portare avanti, che comprenderà "cambiare la composizione della Corte Costituzionale, i poteri del presidente della Repubblica e dare più poteri al premier e all'esecutivo".

Che Silvio Berlusconi non condivida l'architettura istituzionale pensata dai Padri Costituenti era abbastanza evidente, ma ieri da Crotone ha espresso chiaramente come intenderebbe cambiarla. "Dobbiamo cambiare la composizione della Corte Costituzionale - afferma il premier - cambiare i poteri del presidente della Repubblica e come in tutto l'Occidente dare più poteri al premier e all'esecutivo". Berlusconi, anche in passato, ha più volte d'altronde sottolineato la sua insoddisfazione riguardo quei passaggi necessari ideati per un bilanciamento equo tra i poteri e per la stabilità democratica. Solo il 1 marzo scorso, davanti ad una platea di imprenditori, riunita nella sede dell'Unione del Commercio, il premier spiegava infatti: "Quando noi decidiamo una legge, e avendo avuto l'ok dal Presidente della Repubblica e da tutto l'enorme staff che lo circonda e che interviene puntigliosamente su tutto - comincia la lezione di giurisprudenza del premier - la mandiamo poi in Parlamento, entra nelle Commissioni in una Camera, e viene discussa, cambiata, poi va nell'Aula, passa nell'altra Camera, Commissioni, poi va nell'Aula, la cambia ancora, poi bisogna riportarla nella Camera prima, dove rientra nelle Commissioni, ancora va nell'Aula, tutti i veti incrociati, dei giudici che dicono la loro mentre c'è l'iter, di altre autorità che non dovrebbero intervenire ma che intervengono lo stesso e alla fine deve ritornare ancora dall'altra parte. Poi se per caso al Capo dello Stato e al suo staff non piace ritorna alla Camera e al Senato, e se questa legge non piace ai pubblici ministeri di sinistra perché limita il loro potere la impugnano e la portano davanti alla Corte Costituzionale che la abroga". Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sul voler cambiare i poteri del Colle e dell'esecutivo vengono tradotte dal PD con un secco: "Cambiare i poteri di Giorgio Napolitano e attribuirne di maggiori a Silvio Berlusconi". E mentre Giorgio Napolitano sembra preferir non commentare, la terza Carica dello Stato, Gianfranco Fini, tuona: "Attaccare il Capo dello Stato è da immaturi. Bisogna tenere al di sopra della mischia le figure istituzionali". Fini annuncia anche che inoltre sarà "difficile che in questa legislatura si facciano le riforme costituzionali. Anche quelle annunciate con enfasi dal governo non credo che andranno in porto", mentre solo ieri commentava categorico che comunque "Berlusconi al Quirinale non ci andrà mai".

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