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Berlusconi a Bersani: sensibile e pragmatico. Ma PD rifiuta avances

Pochi giorni fa era solo un "comunista" oggi sul Corriere della Sera Berlusconi lo definisce "sensibile al tema delle liberalizzazioni" e con "la cultura pragmatica di un emiliano". Un brivido caldo attraversa il PD, ma Pier Luigi rifiuta le avances. Politiche.

Silvio Berlusconi, in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera lunedì 31 gennaio 2011, propone uno storico "accordo" a Pier Luigi Bersani.
Ecco che cosa scrive il Presidente Berlusconi nella lettera (riportata anche qui http://is.gd/Z9OYgW): "Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico. Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. E per questo, dal momento che il segretario del PD è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell'economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell'articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani".
Qualcuno ha letto queste frasi immaginando il tono impostato di Berlusconi nei suoi videomessaggi e con un sottofondo di violini di spot d'antan, quando il partito si chiamava Forza Italia.
Ed ecco Pier Luigi Bersani, che solo pochi giorni prima era solo un "comunista", che ora diventa "sensibile" e a cui viene riconosciuta "cultura pragmatica di un emiliano" degno quindi di "un grande piano bipartisan".
Ma Bersani, memore forse di aver frequentato il mitico liceo Melchiorre Gioia di Piacenza, si è ricordato il detto latino "Timeo Danaos et dona ferentes" e laconicamente ha respinto le avances politiche al mittente: "Berlusconi faccia un passo indietro e tolga dall'imbarazzo se stesso e il Paese - dice il sensibile e pragmatico emiliano - Per rivolgersi credibilmente all'opposizione Berlusconi dovrebbe potersi rivolgere credibilmente al Paese e alla comunità internazionale. Così non è". E chiude: "Siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, ma lui deve fare un passo indietro e togliere il Paese dalla paralisi".

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