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Berlusconi a Bari: caro Bersani, capiamoci una volta per tutte!

Silvio Berlusconi, intervenendo il 13 aprile a Bari, ribadisce che "o c'è subito un governo forte per l'Italia, oppure è meglio votare a giugno" e rivolgendosi al leader del PD chiarisce: "Caro Bersani, capiamoci una volta per tutte".

"Il vostro entusiasmo mi conferma in un convincimento: o c'è subito un governo forte per l'Italia, oppure è meglio ridare immediatamente la parola agli italiani, votando a giugno" ribadisce Silvio Berlusconi intervenendo a Bari, ricordando che "oggi è il 13 aprile. Si è votato il 24 e il 25 febbraio. Sono passati 47 giorni, e non abbiamo ancora uno straccio di Governo".

Commentando questa "assurda paralisi", Berlusconi ricorda come il centrodestra "già il giorno dopo il voto, è stato chiarissimo" dicendo "siamo disponibili ad entrare in un governo di coalizione col Partito Democratico e ad individuare di comune accordo il candidato alla Presidenza della Repubblica". Pier Luigi Bersani, d'altro canto, quando parlava, prima delle elezioni, di chiedere il 51 per cento ma che avrebbe governato come se avesse avuto il 49 per cento, chiariva che la sua attenzione sarebbe stata rivolta solo ed unicamente "a forze alternative a Berlusconi e alla Lega". Il problema, è che in questo Parlamento l'unica alternativa è il MoVimento 5 Stelle, che pur ottenendo il 25% dei consensi al voto, si è tirato fuori dal governare l'Italia. Anche Berlusconi, da Bari, sottolinea infatti come ci sia "una grande disillusione in tanti italiani che hanno votato Beppe Grillo: volevano il cambiamento, ma si ritrovano con una banda di dilettanti allo sbaraglio, sospesi tra impreparazione e improvvisazione - aggiungendo - Fanno venire i brividi a guardarli, a sentirli, a incontrarli in Parlamento e credo che facciano la stessa impressione a chi li ha votati per pura protesta senza averli mai conosciuti".

"E allora? - prosegue Berlusconi - Allora, lo ripeto per la terza volta in modo assolutamente chiaro. Preso atto di chi sono questi improponibili turisti a 5 Stelle della democrazia, guidati come burattini, via web, dalla premiata ditta Grillo-Casaleggio, che smentiscono in tempo reale qualsiasi loro affermazione, il Partito Democratico dovrebbe smettere di rincorrere Grillo e dovrebbe invece aprirsi a collaborare con noi. In caso contrario, altrimenti per il bene dell'Italia, si deve andare subito a votare, dobbiamo andare subito a nuove elezioni".

In quel caso, annuncia Silvio Berlusconi, sarà lui non solo a guidare la coalizione della Libertà, come è stato in queste elezioni, ma si candiderà nuovamente come premier. Il PD, sottolinea quindi Berlusconi, ha rifiutato un accordo con il PDL per un governo insieme nonostante abbia preso alle elezioni solo "lo 0,3% di voti in più, - aggiungendo - che hanno ottenuto con la loro antica e proverbiale professionalità nelle operazioni di scrutinio". "Non si sono aperti ad alcun accordo con noi, ed anzi tentano di prendersi tutte e cinque le prime cariche istituzionali dello Stato" prosegue quindi Berlusconi rivolto alla piazza barese, evidenziando: "Bersani si è messo a fare giorni e giorni di esplorazioni, e poi, alla fine, ci ha detto quello che aveva già detto all'inizio: gli andrebbero bene i nostri voti, ma non vuole fare il governo con noi".

"Caro Bersani, è vero, siamo moderati, ma non abbiamo l'anello al naso!" chiarisce Berlusconi, che cerca di mettere quindi un punto alla discussione: "Allora, caro Bersani, capiamoci una volta per tutte: noi non possiamo tradire questi 10 milioni di italiani, non possiamo tradirli e non li tradiremo mai. Mai. Se ci sarà una intesa rispettosa di tutti, che parta dalla necessità di alleggerire il peso insostenibile delle tasse, che dia respiro alle famiglie e alle imprese, che spazzi via l'oppressione fiscale, l'oppressione burocratica, l'oppressione giudiziaria, che sia tale da far ripartire l'economia, noi ci saremo e saremo in prima fila nel superiore interesse del Paese".

"Ma se qualcuno spera di poterci ingannare, di metterci in un angolo, di fare melina per tenerci buoni, e poi magari di trascinarci in un'altra avventura mettendo sù un governicchio provvisorio di tassatori e di tartassatori, dopo che già nell'ultimo anno le famiglie e le imprese italiane hanno dovuto subìre una vera e propria mazzata, - precisa Berlusconi - questo qualcuno si sbaglia di grosso". Ancora rivolto a Pier Luigi Bersani, il leader del PDL sottolinea come sarebbe "irresponsabile", da parte del PD, "pensare di poter affrontare questa situazione di crisi con un governicchio di minoranza, precario, senza numeri e senza forza", ripetendo ancora una volta il concetto "in modo che nessuno possa fingere di non aver capito: le strade sono due. O accettate di dialogare con noi, di scegliere con noi il Capo dello Stato e di formare con noi il nuovo governo, oppure l'interesse del Paese e la gravità della situazione esigono che si torni subito al voto. A giugno".

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