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Berlusconi: Voi stavate con l'URSS quando non dovevate esserci!

Berlusconi al Senato torna a spiegare il suo rapporto con Putin e Medvedev giurando sui suoi "figli e nipoti" che lui in Russia è "l'agente che cura le aziende italiane" e rilancia: "Voi stavate con l'URSS quando non dovevate esserci".

Domani è il "giorno del giudizio", cioè il Parlamento dovrà decidere se sfiduciare o meno il governo. Potrebbe essere un giorno memorabile, perché potrebbe anche essere l'inizio della fine dell'era berlusconiana.
Dall'Aula del Senato Silvio Berlusconi "con la stessa certezza morale e con il coraggio politico che considero tutt'uno con il mio ruolo" afferma, si rivolge "a tutti i parlamentari che nel 2008 sono stati eletti nelle liste del Popolo della libertà, a coloro che hanno votato la fiducia a questo governo più volte e in special modo il 29 settembre di quest'anno e a coloro che hanno fatto parte di questo governo e ben conoscono quanto di buono è stato fatto, tutti insieme".
Il premier si rivolge "in particolar modo a coloro che hanno aderito ad altri gruppi parlamentari che, insieme all'intera opposizione, hanno presentato alla Camera una mozione di sfiducia al governo eletto dai loro stessi elettori".
"Ogni critica è possibile - sostiene Berlusconi - ma la rottura no, la sfiducia al governo no, la rottura del patto dei moderati no".
Per Silvio Berlusconi infatti chi avrà il coraggio di "rompere l'unità dei moderati" se ne assumerà tutta la "responsabilità", anche storica.
Silvio Berlusconi risponde poi all'affermazione fatta dal senatore del PD Luigi Zanda. Durante il suo discorso, seguito alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Zanda afferma che quello di domani sarà "il primo grande voto politico di questa legislatura" affermando poi che l'Italia è ormai un "Paese senza legge, dove chi governa non protegge l'interesse generale perché ha personalizzato il potere".
Zanda poi rincara la dose affermando che "c'é un impasto di ridicolo e di superficialità che peserà per molti anni sulla immagine internazionale del nostro Paese".
"Con Berlusconi - continua il senatore del PD - non è più possibile distinguere tra quel che serve all'Italia e quel che è utile ai suoi interessi personali e un'analoga opinione l'abbiamo letta anche nei dispacci della diplomazia statunitense".
Luigi Zanda si riferisce ai cablogrammi rivelati da WikiLeaks sottolineando che "essere considerato il 'portavoce di Putin' è cosa diversa da 'amico' di Putin. Presuppone un rapporto di dipendenza, non di amicizia alla pari. E' una definizione grave che evoca il tradimento degli interessi dell'Italia e dell'Europa".
A tutto questo Silvio Berlusconi risponde prima di tutto sostendendo: "La storia darà ragione a me".
Berlusconi specifica che la Federazione Russa vuole arrivare ad "una vera democrazia" sottolineando che però, il "percorso è lungo" arrivando dal "totalitarismo".
Il premier spiega che la Russia è per l'Italia un "fornitore importante" per l'energia e per le imprese, sostenendo che lui è come "l'agente che cura le aziende italiane".
Silvio Berlusconi poi non manca di giurare sui suoi "figli e nipoti" che, nonostante le indiscrezioni rese pubbliche da WikiLeaks, neanche "un solo dollaro è entrato ed entrerà nelle mie tasche" in merito ai rapporti d'affari che la Russia stringe con l'Italia e le aziende italiane.
Il Presidente del Consiglio conclude rivolgendosi all'opposizione e con una frecciata finale (facile facile, ndr) afferma: "Voi stavate con l'URSS quando non dovevate esserci!".

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