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Berlusconi Sarkozy: perché Schengen sia viva deve essere riformata

Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy affrontano anche il tema del Trattato di Schengen, spiegando che affinché continui a vivere l'accordo deve essere riformato, anche perché ormai nell'Unione Europea, dice Sarkozy, siamo in tanti.

Tra i tanti temi affrontati da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy vi è, naturalmente, anche il tema del Trattato di Schengen, al centro in queste ultime settimane di molte polemiche tanto da arrivare, col caso di Ventimiglia, quasi ad un incidente diplomatico. Incidente che però non c'è stato, forse, se si vuol dar ragione ad Umberto Bossi, perché ormai "siamo diventati una colonia francese". Il Presidente francese e il capo di governo italiano sembrano essere infatti sulla stessa lunghezza d'onda, e durante la conferenza stampa, seguita al vertice italo-francese, Silvio Berlusconi spiega: "Abbiamo parlato di Schengen, nessuno di noi vuole negare Schengen, ma in circostanze eccezionali noi crediamo entrambi che ci debbano essere delle variazioni del Trattato di Schengen a cui abbiamo deciso di lavorare insieme". In poche parole sembra che Francia e Italia lavoreranno insieme per un riesame delle condizioni per il blocco della libera circolazione, che oggi è previsto solo per un periodo massimo di 30 giorni rinnovabili e in casi del tutto eccezionali, come per la sicurezza di una nazione. Altro punto in discussione è un rafforzamento di Frontex, cioè l'agenzia che controlla le frontiere esterne dell'Unione Europea. "Vogliamo che Schengen viva ma perché viva deve essere riformata" afferma infatti Nicolas Sarkozy, che poi domanda: "Chi gestisce Schengen?". "Scusatemi se sollevo il problema - spiega durante la conferenza stampa - Non rimprovero nessuno, ma, sono i ministri dell'Interno? E allora che lo gestiscano, perché nelle rinunioni dei ministri dell'Interno non è vero che si gestisce Schengen. Oppure ci vuole una equipe dedicata per Schengen? E poi ho parlato della clausola di salvaguardia che è una questione difficile, però bisogna portare avanti questa nostra riflessione ed è proprio perché crediamo in Schengen che vogliamo che si evolva". Sarkozy chiede poi, forse un po' retoricamente: "Ma pensiamo veramente che l'Europa a 27 o domani all'Europa a 32-33 possa essere essere gestita come quando eravamo 6 o 9? L'adeguamento delle istituzioni europee non deve procedere? E Schengen non è stato già un cambiamento rispetto a quanto esisteva prima? E' del tutto naturale" concludendo che "coloro che rifiutano l'evoluzione di Schengen sono coloro che non vogliono che esista Schengen".

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