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Berlusconi: Monti verso la fase 2? Rimango vigile, io sempre in pista

Mario Monti si prepara ad attuare la "fase 2" del suo piano, quella che dovrebbe rilanciare la crescita in Italia. Ma Silvio Berlusconi afferma che finora le misure approvate dal premier economista induranno solo "la recessione nell'economia", promettendo di rimanere sempre "vigile".

Mario Monti e il suo governo di tecnocrati non può certo far vedere agli italiani di godersi troppo le vacanze natalizie, e così mercoledì è stato fissato un Cdm dove verranno discusse le prossime misure da approvare, quelle che fanno parte della cosiddetta "fase due" e che dovrebbero servire a rilanciare la crescita dell'Italia. Cosa abbia in mente Monti non è ancora del tutto chiaro chiaro, e le poche indiscrezioni in merito che sono trapelate farebbero pensare a tutto fuorché ad una vera ripresa dell'economia e dell'impresa. Con molta probabilità si parlerà di liberalizzazioni e a quanto pare non, invece, di modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che la Fornero sembrava intenzionata ad andare a toccare. Il ministro del Lavoro potrebbe invece portare sul tavolo la proposta del contratto "unico", quello che prevederebbe un'assunzione con uno stipendio basso che andrebbe ad aumentare in relazione alla produttività. Il capitolo pensioni che i sindacati assicurano essere non ancora chiuso non sembra invece essere nell'agenda della Fornero. Il Paese però pare essere per metà addormentato e per metà sognante nel (voler) credere che sarà un esecutivo fatto di economisti ed ex banchieri a risollevare le sorti dell'Italia che continua ad avere, nonostante il cambio della guardia, uno spread fra Btp decennali e Bund risalito fino a quota 500 punti base, con un rendimento pari al fatididico 7%, anticamera del default. E così, Silvio Berlusconi sembra approfittarne per rinascere dalle sue ceneri, assicurando che il Pdl rimane "vigile" per "vedere di poter fare il massimo per il nostro Paese". Durante un collegamento telefonico con la comunità Incontro di "don" Pierino Gelmini, l'ex premier ricorda infatti come sia "sempre in pista anche per il futuro" nonché "ancora impegnato a sostenere la nostra forza di libertà", sottolineando come il Paese abbia bisogno "di un grande cambiamento" e di "una grande riforma dell'architettura costituzionale" necessaria "per poter arrivare a rendere governabile" l'Italia. Berlusconi spiega quindi che "se riusciremo a farlo in questo tempo che ancora ci resta per la fine della legislatura noi potremmo veramente dire che avremo fatto qualcosa di grande e di importante", dimostrando di non sentirsi affatto "sconfitto" nonostante solo poche settimane fa abbia presentato le proprie dimissioni da presidente del Consiglio, che sempre di più appaiono come un "pro forma" per poter permettere ad un governo nominato "dall'alto" (sicuramente non dai cittadini) di attuare quelle riforme che nessun partito avrebbe portato probabilmente avanti, visto che il futuro che si prospetta davanti agli occhi degli italiani è perlomeno di austerità. Berlusconi infatti ricorda come il Pdl continua ad essere "il partito di maggioranza in Parlamento" annunciando come i sondaggi lo diano "in forte anzi fortissima ricrescita", e questo perché "gli italiani sono preoccupati". "Noi fino all'estate scorsa abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di alzare le imposte - dice l'ex premier - Ora invece con queste nuove tasse io penso che si finirà per comprimere i consumi ed indurre la recessione nell'economia". Silvio Berlusconi conclude spiegando che certo "la soluzione" alla crisi "non dipenderà" dal Pdl e neanche dal "governo nazionale", precisando che "la soluzione deve venire dall'Europa" e, come già altre volte chiarito, dovrebbe passare attraverso "una Banca centrale europea che possa garantire l'euro", cioè divenire prestatore di ultima istanza della moneta unica, cosa che Mario Draghi sembra "ostinato" a non voler fare.

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