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Berlusconi: Monti bis? Perché no, è da sempre nel campo dei liberali

Silvio Berlusconi apre ad un possibile Monti bis nel caso tutti i moderati riuscissero ad unirsi in occasione delle elezioni del 2013, anche perché, spiega il Cavaliere, Mario Monti "è sempre stato nel campo dei liberali".

Silvio Berlusconi annuncia la sua non candidatura alle elezioni del 2013 se tutta l'area dei moderati italiani, da Pier Ferdinando Casini a Luca Cordero di Motezemolo, passando da Giulio Tremonti e Gianfranco Fini, riusciranno ad unirsi per contrastare l'avanzata della "sinistra che è sempre compatta", come sottolinea nel corso de "La Telefonata" di Maurizio Belpietro. Un progetto molto difficile da realizzare a causa delle "divisioni che in questi anni hanno lacerato il centrodestra" come ricorda Gianfranco Fini, ma che potrebbe trovare tutti d'accordo almeno su un punto. Come già espresso chiaramente da Casini e Fini con la loro "Lista per l'Italia" ma anche da Luca Cordero di Montezemolo, tutti i leader dei moderati lottano per un Monti bis, nonostante il premier abbia già precisato che non si candiderà alle elezioni del 2013 (c'è chi lo vede, infatti, già al Quirinale). Ad un Monti bis apre quindi anche Silvio Berlusconi, spiegando di non escludere che "il presidente del Consiglio del centrodestra dei moderati potrebbe essere Mario Monti" visto che "Monti è sempre stato nel campo dei liberali". Berlusconi non esclude però che "ci possono anche essere altri nomi importanti che possono essere accettati e condivisi da tutti i partiti che formerebbero questo centrodestra italiano" e pur ammettendo di aver già "sondato qualcuno" si rifiuta di fare dei nomi perché dietro questi si "instaurerebbero subito delle polemiche". Silvio Berlusconi quindi precisa: "Saranno tutti i partiti moderati insieme a decidere un leader che possa rappresentarli e che possa essere una persona a livello tale che possa garantire una buona conduzione del Consiglio dei Ministri, comunque con alle spalle dei partiti che porterebbero nelle decisioni del CdM la loro linea tradizionale, moderata e liberale".

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