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Berlusconi: IMU prima casa 2012 sarà restituita. Ed in contanti

La proposta shock di Silvio Berlusconi ha scioccato soprattutto i suoi avversari politici. Berlusconi promette infatti che l'IMU sulla prima casa (quella del 2012) sarà interamente restituita. E per giunta, anche in contanti.

Silvio Berlusconi annuncia la sua proposta shock, anche se chi è rimasto particolarmente scioccato sono soprattutto i suoi avversari politici. Se fino ad oggi, infatti, lo Stato ha chiesto soldi ai cittadini, per la prima volta saranno i cittadini ad essere pagati dallo Stato. Berlusconi, in conferenza stampa a Milano, ricorda ancora una volta come l'IMU abbia "assorbito in molti casi le tredicesime degli italiani, ha abbattuto i consumi, ha fatto precipitare il valore degli immobili; ha dimezzato i mutui erogati alle famiglie nell'ultimo anno; ha abbattuto gli investimenti in nuove abitazioni; ha ridotto in un solo anno quasi di un quarto, le compravendite di abitazioni; ha fatto crollare l'industria delle costruzioni residenziali trascinando in giù altri importanti settori come quelli dei mobili, degli arredi, delle ceramiche, delle stoffe, ha lasciato senza lavoro muratori, artigiani, fabbri, elettricisti e falegnami. Basti pensare che il settore delle costruzioni, dall'inizio della crisi, ha perso oltre 360.000 occupati".

"Guardando ciò che è accaduto nel 2012 abbiamo individuato nell'imposizione dell'IMU sulla prima casa l'atto più dissennato e odioso del Governo Monti - insiste il leader del PDL - che ha dato il via alla crisi. La prima casa non si doveva e non si deve toccare: è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro". Ma Silvio Berlusconi, stavolta, non si limita a "confermare davanti a tutti i cittadini italiani l'impegno di cancellare l'IMU sulla prima casa nel primo Consiglio dei Ministri dopo la vittoria, esattamente come facemmo nel 2008 abolendo l'ICI, secondo quanto avevamo promesso". Il Cavaliere, con un vero coup de theatre, annuncia infatti che se vincerà le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013, durante il primo Consiglio dei Ministri il governo guidato dal PDL delibererà "come risarcimento per una imposizione sbagliata e ingiusta dello Stato, la restituzione dell'IMU sulla prima casa, pagata dagli italiani nel 2012".

Berlusconi spiega già che, appena approvato il decreto, l'Amministrazione finanziaria invierà una lettera a ciascun contribuente, firmata dal nuovo Ministro dell'Economia e dello Sviluppo, che sarà proprio il leader del PDL. Berlusconi quindi conferma la volontà di non ripresentarsi come premier, preferendo a Palazzo Chigi via XX Settembre. Il Cavaliere sottolinea quindi, non senza ironia, che "per la prima volta, ricevendo una lettera dell'Amministrazione finanziaria, gli italiani non avranno nulla da temere, ma potranno finalmente sorridere" visto che "la lettera comunicherà infatti il titolo a ricevere il rimborso e l'ammontare spettante. Una volta ricevuta la lettera, i contribuenti potranno recarsi presso gli sportelli delle Poste Italiane a riscuotere il rimborso. Oppure, se preferiscono, comunicheranno all'Amministrazione finanziaria gli estremi bancari per l'accredito sul loro conto corrente". La proposta di Berlusconi, infatti, è scioccante anche da un altro punto di vista.

Mentre Bersani spinge a ridurre ulteriormente il limite per l'uso del contante, viceversa Berlusconi, oltre a promettere in campagna elettorale di alzare la soglia minima per i pagamenti senza carte di credito a 5mila euro, precisa che la restituzione dell'IMU sulla prima casa potrà avvenire anche in contanti. Nessuno, quindi, sarà obbligato ad aprirsi un conto corrente, o a comunicare i propri dati all'Amministrazione finanziaria. Berlusconi specifica infatti che la restituione dell'IMU sulla prima casa, quella pagata nel 2012, potrà avvenire, a scelta del cittadino, o attraverso un rimborso vero e proprio sul conto corrente oppure in particolare per i pensionati o per chi preferirà questa modalità, in contanti, attraverso gli sportelli delle Poste.

Pensando già ai detrattori, Silvio Berlusconi anticipa poi dove troverà i soldi da restituire agli italiani (come se qualcuno chiedesse mai ai cittadini dove troveranno i soldi per pagare le tasse). "Per la copertura finanziaria di questa operazione, che vale intorno ai 4 miliardi (cioè, è bene ricordarlo, la duecentesima parte degli 800 miliardi che lo Stato costa e spende complessivamente ogni anno) - spiega il leader del PDL - abbiamo individuato una soluzione che non solo garantirà molte più risorse, ma che ha anch'essa una forza simbolica eloquente: l'accordo con la Svizzera, come hanno fatto anche altri Stati (tra gli altri, Gran Bretagna, Germania, Austria), per la tassazione delle attività finanziarie detenute in quel Paese da cittadini italiani. Il gettito previsto è di 25-30 miliardi una tantum, più 5 miliardi all'anno di flusso a regime. In attesa della sottoscrizione dell'accordo, la liquidità necessaria potrà essere anticipata dalla Cassa Depositi e Prestiti previo accordo stilato sul modello di quello peraltro già sperimentato in occasione del recente terremoto in Emilia. Per quanto riguarda la copertura strutturale per l'eliminazione definitiva dell'IMU (altri 4 miliardi circa), si provvederà mediante una revisione delle accise su giochi, lotto, scommesse e tabacchi, su cui abbiamo un disegno di legge già predisposto, come abbiamo annunciato nelle scorse settimane".

L'idea di restituire "la tassa ingiustamente pagata (o, se preferite, che riceverà una 'nuova tredicesima')" è stata pensata, continua Berlusconi, soprattutto per cominciare "la ricostruzione di quel clima di positività, di fiducia e di ottimismo che è indispensabile al nostro Paese, indispensabile come pietra angolare per passare dalla spirale recessiva in cui ci troviamo alla ripresa della crescita e dello sviluppo". Partendo da qui, conclude Berlusconi, sarà possibile quindi avviare il suo programma di governo, che consiste in "un lavoro di riorganizzazione della macchina dello Stato che consegua una riduzione di 16 miliardi all'anno, sino ad un totale di 80 miliardi il quinto anno, e cioè del 10% della spesa pubblica annua di 800 miliardi" e "un poderoso avvio della riduzione della pressione fiscale: riduzione e poi eliminazione in cinque anni dell'IRAP, nessun aumento IVA, nessuna patrimoniale" e naturalmente "via l'IMU sulla prima casa".

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