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Alitalia: né aggiotaggio né insider trading di Berlusconi

Sembra andare verso l'archiviazione il procedimento aperto nei confronti di Silvio Berlusconi, accusato di insider trading e aggiotaggio nella vicenda della vendita di Alitalia.

Sembra andare verso l'archiviazione il procedimento aperto nei confronti di Silvio Berlusconi dalla Procura di Lecce, ma trasmessi per competenza alla Procura di Roma, dopo una denuncia presentata dall'avv. Francesco Toto "nell'interesse degli azionisti, obbligazionisti e dei creditori Alitalia", come scriveva in un comunicato Giovanni D'Agata, componente del dipartimento tematico "Tutela del consumatore" dell'IdV e fondatore dello "Sportello dei diritti". (http://tinyurl.com/4tqld83).
La denuncia riguardava "i presunti reati di truffa in danno degli azionisti, obbligazionisti, creditori e dello stesso Stato Italiano, aggiotaggio, insider trading, favoreggiamento", si leggeva sempre nel comunicato, ma la Procura di Roma ha stabilito che non vi sarebbero ipotesi di aggiotaggio e di insider trading da parte di Silvio Berlusconi dietro le dichiarazioni che fece durante le fasi della vendita di Alitalia.
La denuncia era partita dall'ipotesi che Silvio Berlusconi, con le sue dichiarazioni, "stoppò la cessione ad Air France che era stata pianificata dal Governo Prodi e che a detta della stragrande maggioranza degli economisti avrebbe effettivamente salvato la compagnia di bandiera", scriveva sempre D'Agata.
La Procura di Roma sottolinea invece come Berlusconi "nell'esporre pubblicamente i suoi convincimenti e l'orientamento della sua parte politica sulla situazione dell'Alitalia non ha diffuso notizie false né posto in essere artifici, ma ha esercitato le sue legittime prerogative di politico e di parlamentare". Il Cavaliere, nel 2008 all'opposizione perché al governo vi era Romano Prodi, si sarebbe solo pronunciato su "questione di interesse generale e ragionare diversamente - si specifica nel provvedimento emesso dalla Procura - significherebbe limitare arbitrariamente la libertà degli esponenti politici di qualunque parte politica di dibattere pubblicamente".
Cade poi anche l'ipotesi di insider trading visto che la Procura di Roma esclude che "Berlusconi disponesse 'direttamente' di informazioni qualificabili come 'privilegiate', cioè di informazioni non ancora rese pubbliche e da lui detenute in virtù di una sua peculiare funzione o ufficio o relazione con gli organi di gestione della società".

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