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Alitalia, indagato Berlusconi: "stoppò cessione ad Air France"

Il premier Silvio Berlusconi "sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati" dalla Procura di Lecce in merito alla vicenda della vendita di Alitalia. Lo rende noto Giovanni D'Agata (IdV) che spiega che la denuncia riporta "una corposa raccolta documentale".

"Lo scorso 9 dicembre l'avv. Francesco Toto nell'interesse degli azionisti, obbligazionisti e dei creditori Alitalia ha depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione portata avanti da Berlusconi, all'epoca dei fatti candidato premier in pectore" rendeva noto il 17 dicembre scorso l'avvocato Giovanni D'Agata, componente del dipartimento tematico "Tutela del consumatore" dell'IdV e fondatore dello "Sportello dei diritti".
Ieri lo stesso D'Agata comunica attraverso una nota stampa che "l'on. Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla stessa Procura con numero di registro generale 13360/2010 e gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla Procura di Roma".
"La denuncia - spiegava sempre nel comunicato del 17 dicembre l'esponente dell'IdV - segue l'azione civile già avviata presso il Tribunale Civile di Lecce e che vede protagonisti, oltre all'avv. Toto decine di altri azionisti che truffati dalla condotta tenuta dall'on. Berlusconi e dal Ministro dell'Economia e Finanze avevano deciso di intraprendere la via del risarcimento in sede civile che purtroppo al momento giace presso il suddetto Tribunale e presso la Corte d'Appello seguendo il percorso della normale lentezza della giustizia italiana, essendo state le altre parti attrici intervenute sorprendentemente delegittimate tramite l'estromissione dal giudizio principale con il conseguente smembramento del 'processo civile' in più tronconi".
"La denuncia - spiega D'Agata - ripercorre un excursus storico di tutti i passaggi attraverso una corposa raccolta documentale della stampa dell'epoca e dei documenti contabili di Alitalia, riporta fedelmente tutta la vicenda a partire dalle dichiarazioni del Cavaliere che di fatto stoppò la cessione ad Air France che era stata pianificata dal Governo Prodi e che a detta della stragrande maggioranza degli economisti avrebbe effettivamente salvato la compagnia di bandiera, riguarda i presunti reati di truffa in danno degli azionisti, obbligazionisti, creditori e dello stesso Stato Italiano, aggiotaggio, insider trading, favoreggiamento".
Giovanni D'Agata ricorda infine che "l'operazione, che costituì un cavallo di battaglia di Berlusconi per la campagna elettorale alla vigilia delle importanti elezioni politiche del 12 e 13 aprile 2008, è costata alle casse dello Stato e quindi ad ognuno di noi contribuenti la bellezza di 6 miliardi di euro oltre interessi per non parlare delle successive ricadute occupazionali e della circostanza che non esiste più una vera e propria compagnia degli italiani essendo stata di fatto 'donata' ad un manipolo di privati imprenditori che in quanto tali hanno ad interesse il proprio profitto".

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