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Ddl centri storici Sicilia approvato all'unanimità. Italia Nostra: è un attacco speculativo

Approvato all'unanimità dall'Ars il ddl relativo ai centri storici in Sicilia. Per il PD la legge "restituisce vita ai centri storici" mentre per Italia Nostra è "un attacco speculativo senza precedenti che arriva proprio nel momento in cui la Sicilia riceve il settimo riconoscimento Unesco per il suo speciale patrimonio arabo-normanno".

Approvato all'unanimità dall'Assemblea Regionale Siciliana il ddl relativo ai centri storici in Sicilia. "Quella che abbiamo appena approvato è una legge che restituisce vita ai centri storici aprendo la strada ad una fruizione intelligente e agevole, basti pensare alla prevista possibilità di prevedere all'interno del centro storici interventi di edilizia economica e popolare per le giovani coppie" assicura Anthony Barbagallo del PD. La pensa diversamente l'associazione Italia Nostra, che aveva chiesto ai parlamentari siciliani di non votare il provvedimento definito "pessimo". Appello, però, caduto nel vuoto. Per Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra, il ddl sui centri storici in Sicilia è infatti "un attacco speculativo senza precedenti che arriva proprio nel momento in cui la Sicilia riceve il settimo riconoscimento Unesco per il suo speciale patrimonio arabo-normanno".
Italia Nostra ricorda inoltre che appena un mese fa l'Ars aveva anche deciso di riaprire una sanatoria edilizia, e Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra, afferma che il ddl appena approvato sarebbe "conforme alla logica rozza e sbrigativa dello 'Sblocca Italia' ", sottolineando: "In ossequio ai dettami contemporanei del 'fare', proponendosi di rilanciare l'asfittico comparto edilizio e invogliando i cittadini a effettuare interventi di ristrutturazione negli antichi fabbricati, il disegno di legge intenderebbe superare le note 'difficoltà di elaborazione e approvazione dei piani particolareggiati', consentendo interventi diretti e immediati sulle singole unità edilizie, bypassando dunque i tradizionali, imprescindibili strumenti urbanistici e pianificatori. Per raggiungere tali obiettivi, la proposta legislativa si fa portatrice di una preoccupante e sconcertante serie di 'semplificazioni', ricorrendo a regole generiche e sommarie, uguali per tutti i comuni dell'isola - da Siracusa a Ragusa Ibla, da Catania a Palermo, da Trapani a Caltanissetta. E' evidente che in tal modo si considera secondario, assolutamente marginale, l'obiettivo basilare della tutela e della conservazione del patrimonio storico e artistico, indicato chiaramente dall'art. 9 della Costituzione, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e persino dalla legge urbanistica regionale del 27 dicembre 1978, n. 71 (vedi Titolo V, art. 55)".
Per Italia Nostra "le cosiddette 'Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici' " vanno invece a "rappresentare lo strumento funzionale per aggirare piani e regole fondamentali, per rimuovere quelle analisi storiche e urbanistiche imprescindibili per comprendere le diverse, specifiche realtà territoriali" e per questo manifesta "la più decisa opposizione, richiamando i principi della carta di Gubbio, a cominciare dalla pianificazione preventiva".

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