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Boschi conferma "salva Berlusconi". L'ultima firma a Sergio Mattarella

Sembra che il primo atto politico di Sergio Mattarella sia stato quello di invitare alla cerimonia di insediamento al Colle il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale. Il secondo atto politico potrebbe essere la sua forma al decreto attuativo della delega fiscale, che potrebbe contenere la norma "salva Berlusconi", come sembra di far capire Maria Elena Boschi.

Secondo "Il Messaggero" e "il Giornale" il neo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato l'ex Cavaliere Silvio Berlusconi a partecipare alla cerimonia di insediamento al Colle. Sarebbe questo il primo atto politico di Mattarella, richiamando in Parlamento l'ex senatore Berlusconi decaduto circa un anno fa perché condannato in via definitiva per frode fiscale. E mentre il premier Matteo Renzi assicura che "metterà il turbo" sulle riforme anche nel caso Forza Italia resterà indietro perché "non è importante dal punto di vista numerico", Maria Elena Boschi sembra confermare che l'articolo 19 bis del decreto attuativo della delega fiscale, ovvero il cosiddetto "salva-Berlusconi", verrà a breve riproposto (il 20 febbraio). Il ministro per le Riforme infatti, intervendo a "L'Arena" di Massimo Giletti su Rai 1, afferma: "Non credo che possiamo fare o non fare una norma, che riguarda 60 milioni di italiani, perché c’entra o meno Berlusconi. - aggiungendo - In Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta, non del 3% ma del 10% di non punibilità". Il Fatto Quotidiano fa notare però che Oltralpe il francese Code général des impôts prevede che la soglia del 10% si applichi "nel caso in cui l'occultamento superi un decimo della base imponibile o la cifra di 153 euro". In Italia, invece, la norma inserita nel decreto attuativo della delega fiscale che andrebbe a modificare il decreto legislativo n. 74 del 2000, prevede che i reati fiscali di evasione e frode siano depenalizzati se l'IVA o l'imposta sul reddito evasa non superi "il 3% rispettivamente dell'imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato". La norma è stata poi ribattezzata "salva Berlusconi" perché in tal maniera l'evasione fiscale per la quale l'ex Cavaliere venne condannato il 1 agosto 2013 a quattro anni risulta al di sotto della soglia del 3% di non punibilità. Matteo Renzi, dopo le polemiche scoppiate sulla stampa e non, bloccò il provvedimento annunciando che il governo se ne sarebbe occupato, appunto, dopo l'elezione del Quirinale. E se la norma verrà riproposta in questi termini, toccherà proprio a Sergio Mattarella firmarla o rimandarla alle Camere. Sarà forse a quel punto che si comprenderà se per l'elezione del Presidente della Repubblica è stato o meno "seguito" il patto del Nazareno.

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