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Stella a 5 punte per Marchionne: non noi a dover diventare cinesi

A Torino sono comparse due scritte firmate da una stella a 5 punte che rappresentano quasi due scenari politici: "Marchionne fottiti" e "Non siamo noi a dover diventare cinesi ma i lavoratori cinesi a diventare come noi". Dopo il referendum si saprà quale dei due si avvererà.

Già si parlava di un ritorno delle Brigate Rosse ma le scritte apparse a Torino contro l'ad Sergio Marchionne, nonostante la stella a 5 punte, sembra essere solamente la protesta di chi crede che l'accordo su Mirafiori, firmato da tutti i sindacati tranne che dalla Fiom, porterà solo ad una radicale perdita di diritti per tutti i lavoratori (e in futuro non solo quelli della Fiat).
A Torino, infatti, è comparsa una scritta rossa su un grande manifesto pubblicitario sul cavalcavia di corso Sommellier che recitava un eloquente "Marchionne fottiti". A questa un'altra frase su due cartelli affiancati: "Non siamo noi a dover diventare cinesi" e "ma i lavoratori cinesi a diventare come noi". Come dargli torto. Insomma, niente di così tremendamente pericoloso da far temere un immediato ritorno del terrorismo rosso, tanto che la stessa Digos spiega che la stella a 5 punte è "una simbologia forte" non così "inedita", anche se spesso viene utilizzata per "alzare il tono". D'obbligo la presa di distanza da parte della CGIL e della Fiom che ribadiscono "la loro netta condanna di ogni forma di violenza e di ogni forma di critica e di battaglia politica antidemocratica" invitando quindi i lavoratori "a non cadere in trappole mediatiche". Giovedì e venerdì prossimo si svolgerà il referendum di Mirafiori e chissà quale di quei "due scenari" scritti sui manifesti si avvererà.

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