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Marchionne: se a Mirafiori vince il NO Fiat va altrove

Sergio Marchionne non manca di ripetere ad ogni occasione che o vince il SI al referendum di Mirafiori o "salta tutto e andiamo altrove". Sembra che per Marchionne il lavoratore dovrebbe essere riconoscente e grato al datore di lavoro che lo assume, in qualsiasi condizione.

O è SI o è SI. Sembra essere questa l'unica linea di Sergio Marchionne, ad della Fiat, che non manca di ripetere la sua posizione e quella dell'azienda in ogni occasione possibile, tanto per far arrivare ad ogni lavoratore il messaggio prima del referendum che si svolgerà a Mirafiori giovedì e venerdì prossimo.
"A Mirafiori ci sono le condizioni per investire" spiega Marchionne specificando però che "se non prevarrà il sì abbiamo moltissime alternative". Insomma, si investe ma solo alle sue condizioni.
L'obiettivo di Sergio Marchionne è semplicemente quello di avere il 51% al referendum del 13 e 14 gennaio. Se così non sarà "salta tutto e andiamo altrove" afferma candidamente l'ad spiegando che la "Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit".
D'altronde a Marchionne interessa solo "fare vetture e farle bene" (sarà per questo che in Italia le Fiat non si vendono?) ricordando poi: "La scorsa settimana ero in Canada, a Brampton, per lanciare il Charger 300 della Chrysler. Là c'è un senso di riconoscimento per gli investimenti che abbiamo fatto e vogliono anche il terzo turno. Trovo geniale che la gente voglia lavorare e fare anche il terzo turno. Ci hanno invitato ad investire e ad aumentare la capacità produttiva".
Il pensiero di Sergio Marchionne sembra quindi essere abbastanza chiaro. Per l'ad della Fiat il lavoratore deve essere riconoscente e grato al datore di lavoro che lo assume, in qualsiasi condizione. Il povero operaio dovrebbe quindi ringraziare la "magnanimità" di colui che gli dà un lavoro. L'accordo che i lavoratori di Mirafiori sono chiamati a ratificare (è paradossale ma è prorpio così), quindi, non solo squarcerà le carte dei diritti ma l'essenza stessa della classe operaia.

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