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Marchionne: sciopero non è l'immagine che Fiat vuole portare nel mondo

Sergio Marchionne in una lettera afferma che lo sciopero dei lavoratori della Fiat alla Maserati di Grugliasco, a cui hanno aderito appena 209 operai su 2.019, avrebbe "certamente cancellato opportunità preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda" ed avrà ricadute "a cascata". Marchionne conclude che lo sciopero non avrebbe infatti offerto "quell'immagine" che la Fiat vorrebbe "portare nel mondo".

Lunedì scorso circa l'11% dei lavoratori della Fiat alla Maserati di Grugliasco hanno scioperato per protestare sulle condizioni di lavoro e sui turni. La protesta era stata proclamata dalla Fiom, e a causa dello sciopero ci sarebbe stata la mancata produzione di 11 auto. Tra sindacati e Fiat c'è stata inoltre una ulteriore rottura, quella sui negoziati per il blocco dello straordinario e delle flessibilità, anche se in una nota congiunta Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf il 16 giugno hanno invitato la direzione aziendale a convocare già nel corso di questa settimana la delegazione trattante, evitando così il determinarsi di una situazione di conflitto". In risposta allo sciopero, Sergio Marchionne ha quindi scritto una lettera aperta agli operai ricordando loro che oggi "FCA oggi è un gruppo globale ed interconesso, dove i destini delle 300.000 persone" che vi lavorano "sono strettamente legati e complementari". Marchionne quindi chiarisce che "il fatto di aver introdotto, in Italia come in tutti gli altri stabilimenti, processi razionali e coerenti permette a questa complessa macchina industriale di funzionare in modo efficiente e di autoalimentarsi in continuazione, generando un circolo virtuoso di lavoro e di nuove opportunità". Sergio Marchionne afferma quindi come la Fiat abbia "fatto tutto il possibile per mantenere aperti gli stabilimenti italiani e salvaguardare i posti di lavoro" e "al di là della logica di mercato". Per tutti questi motivi, prosegue Marchionne nella lettera, "gli episodi recenti, dovuti al comportamento di una esigua minoranza, che hanno causato perdite produttive in un momento così delicato, non possono essere presi con leggerezza". L'Ad di Fiat e Chrysler parla direttamente "a chi si è reso responsabile di questi episodi" affinché rifletta "sulla gravità delle conseguenze" e non sottovaluti l'effetto che tali azioni "possono provocare". Lo sciopero, a cui hanno aderito appena 209 lavoratori Fiat su 2.019, per Marchionne oltre che essere "incomprensibile" colpirebbe non solo "i colleghi dello stabilimento" ma "i fornitori sul territorio" e "a cascata si allarga anche a tutto il resto della comunità" che opera nel mondo. Sergio Marchionne sostiene quindi che lo sciopero "ha certamente cancellato opportunità preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda", e rammenta che "in un sistema aperto" come quello che è stato creato dalla Fiat-Chrysler "tutti osservano tutti". Per questo lo sciopero, per Marchionne, non avrebbe offerto "quell'immagine" che la Fiat vorrebbe "portare nel mondo" e cioè quella di "un Paese serio e di grande valore". E che non dovrebbe protestare per i propri diritti.

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