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Marchionne: a rischio investimento ex Bertone se contratto non esteso

Sergio Marchionne lancia quello che sembra un ennesimo ultimatum, e cioè che "se non ci sarà una precisa e dichiarata approvazione del piano da parte del sindacato" Fiat rinuncerà agli investimenti sulla ex Bertone in merito alla produzione della nuova Maserati.

Sergio Marchionne, Amministratore Delegato della Fiat, ha incontrato ieri nella sede del Lingotto i Segretari Confederali della CISL, Raffaele Bonanni, della UIL, Luigi Angeletti, della CGIL, Susanna Camusso e il Segretario Generale della FISMIC, Roberto Di Maulo. Alla riunione hanno partecipato anche Giuseppe Farina e Bruno Vitali della FIM, Rocco Palombella ed Eros Panicali della UILM e Maurizio Landini della FIOM. Il tema dell'incontro verteva sulla ripresa dell'attività produttiva delle Officine Automobilistiche di Grugliasco, e quindi sull'estensione anche alla ex Bertone del contratto di Pomigliano e Mirafiori. "Fim, Uilm e Fismic hanno ribadito la loro condivisione dell'iniziativa, mentre la Fiom ha nuovamente espresso posizioni che impediscono di creare le condizioni necessarie per avviare l'investimento" spiega al termine dell'incontro Marchionne, che sottolinea come "sarebbe impossibile realizzare gli obiettivi del piano senza il consenso dell'organizzazione sindacale che conta il maggior numero di iscritti fra i dipendenti e la maggioranza nelle Rsu dello stabilimento". Sergio Marchionne, quindi, lancia quello che sembra essere un ennesimo ultimatum, e cioè che "se non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata approvazione del piano da parte del sindacato, Fiat rinuncerà al progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per l'investimento relativo alla produzione della nuova Maserati del segmento E". Inoltre, a pesare sullo sviluppo del programma Fabbrica Italia, sembra di capire, anche l'azione legale nei confronti della Fiat da parte della Fiom (Fiom: Fiat aggira leggi italiane e europee sul trasferimento d'impresa - http://is.gd/s6T63w), tanto che è lo stesso Maurizio Landini a sottolineare come non sia "accettabile scaricare sui lavoratori e sulle lavoratrici della Bertone la decisione di uscire dal contratto nazionale e la decisione di fare o meno l'investimento annunciato". Sergio Marchionne non risponde nemmeno alle rischieste di Cisl, Uil e Fismic che chiedono all'ad della Fiat di produrre comunque la Maserati in Italia, anche se decidesse di non fare l'investimento sulla ex Bertone. Ma Sergio Marchionne si riserva solo di tenere tale richiesta "in considerazione". Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi esprime quindi preoccupazione "per il futuro dell'auto a Torino e in Italia" aggiungendo che il governo "non resterebbe certo spettatore di fronte al prodursi di una situazione critica". Anche se non è ancora chiara l'azione che eventualmente dovrebbe intraprendere, e su quale versante. Il prossimo 2 maggio, quindi, è stata convocata un assemblea dei lavoratori che dovranno nello stesso giorno, votare il referedum sul testo unico presentato dalla Fiat, che prevederà, appunto, l'estensione del contratto di Pomigliano e Mirafiori anche alla ex Bertone.

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