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Marchionne: Jobs Act di Matteo Renzi? "Non influenza" la Fiat Chrysler

Sergio Marchionne, ad di Fiat Chrysler Automobiles, spiega che il Jobs Act che Matteo Renzi si appresta a presentare (prima ad Angela Merkel poi agli italiani) "non influenzerà" la FCA perché "gli accordi con sindacati ci permettono di portare avanti le nostre scelte".

A febbraio il mercato italiano dell'auto è cresciuto dell'8,6 per cento rispetto ad un anno fa, e come evidenzia in una nota in questo scenario positivo anche il marchio Fiat ha incrementato i volumi di vendita del 9,8 per cento tanto che nel complesso Fiat Chrysler Automobiles, con oltre 33mila immatricolazioni, è cresciuta del 7,3 per cento. Buoni risultati anche per Jeep con una crescita del 7 per cento, mentre Panda, Punto, Ypsilon, 500 e 500L sono le cinque vetture più vendute in Italia. Il Lingotto sottolinea quindi che "questi risultati potranno essere ulteriormente rafforzati dagli eco incentivi che Fiat Chrysler Automobiles offre in marzo" visto che "è stato appena lanciato un programma, che riguarda i marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo, con un'offerta molto competitiva per le vetture ecologiche a metano e a GPL". In questo contesto, Sergio Marchionne precisa che il Jobs Act che Matteo Renzi si appresta a presentare (prima ad Angela Merkel poi agli italiani) "non influenzerà" la FCA perché, spiega l'amministratore del gruppo, "gli accordi con sindacati ci permettono di portare avanti le nostre scelte". Sergio Marchionne parla da Ginevra dove è in corso il Salone dell'Auto. Con presidente della Fiat, John Elkann, Marchionne visita lo stand Maserati che celebra 100 anni di brand facendo debuttare la Quattroporte Ermenegildo Zegna Limited Edition. Presende anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Mintezemolo.

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