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Marchionne: Fiat rimane in Italia. "Come e quanto" si vedrà in futuro

Sergio Marchionne assicura che "la cosa importante è continuare a produrre auto in Italia" e che è la Fiat è "interessata agli 80mila dipendenti" italiani. "Come" la Fiat sia intenzionata a produrre in Italia e "quanto" sia interessata ai suoi lavoratori è l'altro nodo da sciogliere.

Sembra che finalmente la dichiarazione tanto attesa da molti italiani sembra infine essere arrivata (leggi "Marchionne: mai detto che Fiat lascia l'Italia. Neanche che NON lascia" http://is.gd/i5j0vx), e dalla sede di Bruxelles dell'Acea (l'associazione europea dei costruttori), dove Sergio Marchionne ha partecipato all'incontro "Cars 21" con il commissario all'Industria e all'Imprenditoria Antonio Tajani, l'Ad del Lingotto avrebbe affermato: "La cosa importante è continuare a produrre auto in Italia". Marchionne sembra quindi mettere un freno a tutte quelle ipotesi che volevano una prossima dipartita della casa automobilistica dal Bel Paese, sottolineando che sarebbe infatti "impensabile arrivare alla conclusione che la Fiat non sia interessata agli 80mila dipendenti in Italia, Paese in cui è stata fondata 112 anni fa e che ci sta a cuore". Ora il nodo da sciogliere, potrebbe pensare qualcuno, è "come" la Fiat sia intenzionata a produrre in Italia e "quanto" sia interessata ai suoi lavoratori. "Noi continuiamo ad andare avanti e portare avanti la modernizzazione del sistema industriale - spiega Marchionne - stiamo cercando di ottenere il consenso della maggior parte dei nostri lavoratori, che fino adesso siamo riusciti ad ottenere". La minoranza, infatti, sarebbe sempre la Fiom, pronta a combattere pur di non veder esteso il contratto di Pomigliano a tutti gli stabilimenti della Fiat (leggi "Fiat estende contratto Pomigliano, e applica art 8. FIOM sarà esclusa - http://is.gd/NS05Zn e "Fiat Termini Imerese chiude. FIOM: Marchionne come lo "Zio Sam" - http://is.gd/xAQEe9). Ma anche l'Ad della Fiat non sembra intenzionato a fare alcun passo indietro, premettendo che "i piani non sono cambiati" e che "dopo il lancio della Panda in dicembre, c'è lo sviluppo di Grugliasco, e quello di Mirafiori che è già partito".

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