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Serbia in UE entro 2015, Italia favorevole

La Serbia vuole da anni entrare nell'Unione Europea e finalmente la Commissione UE è ora pronta a vagliare la sua richiesta, anche se non tutti sono d'accordo. L'Italia sembra favorevole ma prima la Serbia deve permettere l'arresto di due criminali di guerra latitanti.

La Serbia vuole entrare nell'Unione europea e la Commissione UE è ora pronta a vagliare la sua richiesta, ma non tutti sono d'accordo. L'Italia sembra essere favorevole e questo sarebbe un "segnale concreto per la prospettiva europea di un paese che l'Italia e il ministro degli esteri Franco Frattini, con il suo impegno personale hanno fortemente incoraggiato", rivelano all'Ansa delle fonti della Farnesina, mentre nettamente contrari rimangono Francia e Germania. Sarebbero molti i problemi che la Serbia dovrebbe risolvere per poter entrare nell'UE, a cominciare dal permettere l'arresto di due criminali di guerra ancora latitanti che in molti credono siano protetti da Belgrado, e cioé Ratko Mladic e Goran Hadzic. Condizione essenziale almeno per avere il voto favorevole dell'Olanda.
In particolare Ratko Mladic è ricercato dal Tpi (Tribunale penale internazionale) per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità nella guerra di Bosnia (1992-1995), e in particolare per il massacro di 8.000 musulmani a Srebrenica, dove attualmente si trovavano i caschi blu olandesi.
Inoltre Belgrado dovrebbe finalmente riconoscere il Kosovo, mentre ad oggi le relazioni restano molto tese. Questi sarebbero gli ostali forse maggiori, anche se l'entrata in UE entro il 2015 o 2016, come la stessa Serbia spera, deve passare poi attraverso le classiche tappe burocratiche. La Serbia, infatti, deve poter dimostrare di avere un deficit al di sotto del 3% del PIL e un debito sotto al 60%, mentre inflazione e tassi di interesse devono essere stabili. La Serbia in UE entro il 2015 potrebbe quindi avvenire se tutti questi fattori si riuscissero a risolvere mentre la Commissione europea prima e il Consiglio di Stato poi sbrigano i propri iter burocratici. Ci vogliono infatti circa un paio d'anni prima di poter aprire un negoziato che riesca a mettere al vaglio tutte le questioni, dall'attestare che la Serbia abbia raggiunto i cosiddetti criteri di Copenaghen ad avere la dimostrazione che questa possa rispettare l'intero impianto giuridico dell'Unione, che va dal problema giustizia a quello ambientale.

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