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Bosnia e Serbia: 20 vittime per inondazioni. Vucic: "situazione di guerra"

Molte città della Serbia e della Bosnia sono completamente immerse dall'acqua, e le inondazioni hanno causato almeno venti vittime, anche se il bilancio dei morti sembra destinato a salire. Il premier serbo Aleksandar Vucic parla già di "catastrofe nazionale" e "situazione di guerra".

Così tanta pioggia non cadeva da circa 120 in Bosnia e Serbia, causando da mercoledì scorso disastrose inondazioni. Attualmente, sono almeno venti le persone che hanno perso la vita a causa delle alluvioni, ma il bilancio delle vittime potrebbe salire ancora. Milorad Dodik, il presidente della Republika Srpska, entità serba della Bosnia Erzegovina, ha annunciato oggi il ritrovamento di 7 cadaveri nella cittadina bosniaca di Doboj, mentre un'altrà vittima è stata trovata a Samac. Le cittadine di Doboj e a Maglaj sono completamente sommerse dall'acqua, e sono oltre 10mila le persone rimaste isolate. La parte più colpita della Croazia dalle alluvioni è quella orientale della Slavonia, in particolare la regione di Pozega, anche se al momento non si contano vittime. In Serbia invece i dati sui morti non sono ancora ufficiali, ma sarebbero già 6 le persone rimaste uccise a causa delle inondazioni. Le città di Sabac e Obrenovac, località a poche decine di chilometri a sudovest di Belgrado, sono completamente sommerse dall'acqua straripata dai fiumi Sava e Kolubara. Il premier Aleksandar Vucic parla già di "catastrofe nazionale" e "situazione di guerra". La Russia ha inviato in Serbia tre aerei con squadre di specialisti in situazioni di emergenza e aiuti in generi alimentari e medicinali. Aiuti anche da Slovenia, Croazia, Montenegro, Macedonia, Israele e Unione europea.

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