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Riforma senato, Chiti: ok unire emendamenti ma voto a settembre

Il dissidente del PD Vannino Chiti risponde alla lettera che il premier Matteo Renzi aveva indirizzato ai senatori, dove auspicava la possibilità di poter superare l'empasse sul dibattito inerente la riforma del Senato, e apre alla possibilità di accorpare gli emendamenti sui temi più rilevanti, per procedere al voto la prima settimana di settembre.

''Una riforma costituzionale non si può fare in un clima di contrasti esasperati, di scontro muro contro muro. Ciò non favorisce il confronto sui contenuti. Rivolgo quindi un appello a tutti per superare ostruzionismi e tagliole, ricercando un nuovo clima costituzionale. In questa prospettiva ci sembra opportuno rivedere il calendario dei lavori, così da consentire un confronto costruttivo e le più ampie convergenze possibili" chiede Vannino Chiti, rispondendo alla lettera che il premier Matteo Renzi aveva indirizzato ai senatori, dove auspicava la possibilità di poter superare l'empasse sul dibattito inerente la riforma del Senato. Il "dissidente" PD ipotizza quindi che "prima della pausa estiva, si potranno esaminare e votare gli emendamenti cruciali e gli articoli della proposta di riforma costituzionale, per svolgere poi nella prima settimana di settembre le dichiarazioni di voto e la votazione conclusiva. - aggiungendo - In questo modo è possibile concentrare la discussione, accorpando gli emendamenti, sui temi più rilevanti: modalità di elezione del Senato; numero dei deputati; immunità; elezione del Presidente della Repubblica; competenze del Senato in tema di diritti e di questioni bioetiche; referendum e leggi d'iniziativa popolare; ripartizione di competenze tra Stato centrale e Regioni. Tutto questo anche per consentire un'informazione corretta e una partecipazione consapevole dei cittadini, che avranno l'ultima parola sulla riforma nell'occasione del referendum confermativo''.

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