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Riforma del Senato: al via discussione in Aula. Chiti: Renzi dice il falso

Si è aperta oggi a Palazzo, con la relazione di Anna Finocchiaro (PD), la discussione generale sulla riforma del Senato. Forse già da mercoledì potrebbero iniziare le votazioni. Intanto, continuano a dare battaglia i dissidenti, con Vannino Chiti che chiarisce il fatto che Matteo Renzi dice "il falso" quando fa credere che l'Italia sta "seguendo il modello tedesco".

Si è aperta oggi a Palazzo, con la relazione di Anna Finocchiaro (PD), la discussione generale sulla riforma del Senato. Il MoVimento 5 Stelle assicura che "inizia una nuova battaglia in difesa della Costituzione" e cioè assicurare "il potere dei cittadini di poter votare direttamente in ogni istituzione i loro rappresentanti". Per quanto riguarda l'iter, potranno essere presentati emendamenti al ddl di riforma del Senato fino alle ore 20:00 di martedì 15 luglio. Già da mercoledì, invece, potrebbero iniziare le votazioni, anche se attualmente sono 124 iscritti a parlare e ciò potrebbe portare ad uno slittamento nella tabella di marcia del governo. Già respinte, intanto, due pregiudiziali di costituzionalità, del M5S e di SEL, che chiedevano di non approvare il testo delle riforme costituzionali così come messo a punto dalla commissione di Palazzo Madama. "Stiamo discutendo di un grande progetto di revisione costituzionale, un progetto di revisione profonda che lede alcuni elementi base del sistema democratico e che, insieme con la legge elettorale, porterà di fatto all’annullamento del pluralismo all’interno del Parlamento e produrrà dei guasti di cui rischiamo di pentirci molto presto" denuncia la senatrice di SEL Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e relatrice di minoranza sulle Riforme.

Anche la maggioranza, però, deve fare i conti al suo interno con i cosiddetti dissidenti. Vannino Chiti replica direttamente a Matteo Renzi visto che, per il senatore del PD, il premier dice "cose non vere" quando nel corso di una intervista sostiene che "chi propone una riforma costituzionale diversa vuole difendere l'indennità". Chiti chiarisce inoltre che Renzi afferma "il falso" quando fa credere che l'Italia sta "seguendo il modello tedesco", spiegando: "Nel Senato tedesco siedono solo i governi regionali e hanno voto unitario: perché il governo non ha proposto quella soluzione? Chi rappresentano invece consiglieri e sindaci? Non le Regioni ma i partiti di appartenenza, replicando lo schema sinistra-destra, maggioranza-opposizione, ma con scarsa legittimazione. - aggiungendo - In più la Camera tedesca è eletta col proporzionale, la nostra col maggioritario". Vanninco Chiti prosegue: "Quanto all'indebolimento della democrazia, deriverebbe dal venire meno di equilibri e dallo svilimento del potere decisionale dei cittadini: il problema non e' il numero degli eletti alla Camera ma il rapporto tra il numero dei deputati e quello dei senatori. Ancor più il problema deriva dal fatto che ad oggi con l'Italicum i cittadini non sceglierebbero i propri deputati e il Senato è designato dai Consigli regionali attraverso una procedura barocca tra voti presi alle elezione e composizione dei gruppi e premi di maggioranza. Inoltre, il Senato sulle leggi non bicamerali esprimera' di fatto dei pareri. Dove stanno l'autonomia del Parlamento e i contrappesi al governo? - e conclude - Governabilità e partecipazione devono camminare insieme, sempre. Resta anche il pasticcio dell'immunita' estesa a 21 sindaci e 74 consiglieri regionali''.

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