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Riforma Senato: spunta l'immunità. Finocchiaro: il governo Renzi sapeva

La riforma del Senato dovrebbe approdare in Aula entro giugno, ma oltre al problema dei senatori non eletti spunta quello sull'immunità degli stessi. Anna Finocchiaro rivela che il governo Renzi sapeva dell'emendamento dell'immunità.

Il governo annuncia che la riforma del Senato approderà in Aula entro giugno perché "è stato trovato l'accordo". Un accordo, ovviamente, raggiunto anche perché le anime (e le voci) contrarie al disegno di legge dell'esecutivo, che prevede per esempio un Senato non elettivo, sono state "escluse" dal dibattito, che presumibilmente però si riaccenderà prima del voto definitivo. Il governo però dovrà affrontare anche un altro problema. Nel ddl di riforma del Senato è stata introdotta l'immunità ai senatori. In altre parole, i consiglieri regionali e i sindaci che faranno parte nel nuovo Senato (oltre a quelli nominati dal Capo dello Stato) avranno l'immunità, a differenza dei colleghi che lavoreranno solo nelle amministrazioni e che non faranno parte del Parlamento. Tra i firmatari della proposta Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, con il leghista che spiega: "L'abbiamo messa nel testo perché il nuovo Senato non sarà un dopolavoro per i sindaci. I due rami del parlamento avranno poteri diversi, ma entrambi con poteri veri". Duro attacco dal MoVimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che commenta: "Sembra incredibile ma a distanza di 10 anni il padre del Porcellum Calderoli, colui che ideò la legge elettorale più incostituzionale della nostra storia, mette a segno un altro colpo da brividi: l'immunità parlamentare per sindaci e consiglieri regionali che siederanno in Senato. - è accusa - Il PD senza più alibi". Anna Finocchiaro però chiarisce: "I relatori non scrivono gli emendamenti di testa loro. Raccolgono le indicazioni che emergono durante il dibattito e hanno il dovere di valutarle quando scrivono le loro proposte. - ed aggiunge - Se attribuisci a una Camera alcune funzioni sulle politiche pubbliche, così com'è nella riforma emendata, non ci può essere disparità con l'altro ramo del Parlamento. Penso però che l'immunità non va bene così neanche per i deputati". La senatrice del PD infine rivela: "L'esecutivo ha vistato due volte i nostri emendamenti, compreso quello sull'immunità. - sottolineando - Io volevo rimettere il tema dell'immunità alla Consulta. Ma il governo mi ha risposto di no, motivandolo con la necessità di non pesare troppo sui giudici costituzionali".

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