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Riforma Senato: legge elettorale e stato di guerra in mano alla maggioranza

"L'articolo 16 prevede che il Governo possa cambiare la legge elettorale con decreto. E abbiamo appena votato il successivo articolo 17, che prevede che una sola Camera dichiari lo stato di guerra", comunica in una nota Sergio Divina, vicepresidente dei senatori della Lega Nord.

La riforma del Senato rischia di mettere in mano al governo, attuale e futuro, tutti quei poteri che i padri Costituenti (quelli della Prima Repubblica) avevano cercato di diluire per evitare un ritorno del fascismo in Italia. Sergio Divina, vicepresidente dei senatori della Lega Nord, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulla riforma costituzionale, sottolinea infatti come "l'articolo 16 prevede che il Governo possa cambiare la legge elettorale con decreto", spiegando: "Abbiamo già una legge elettorale maggioritaria che permette a un solo partito di comporre un governo monocolore e diventare dominus di tutte le istituzioni della Repubblica, e - evidenzia - diamo a questo governo monocolore la possibilità di potenziare il premio di maggioranza previsto nella legge elettorale". "Infatti, - osserva l'esponente leghista - avendo il Governo la maggioranza nella Camera, un decreto volto a rendere il premio di maggioranza più sostanzioso passerà". Divina lamenta inoltre che il Senato ha persino appena votato "il successivo articolo 17, che prevede che una sola Camera dichiari lo stato di guerra", ed osserva: "In questo momento stiamo dando i pieni poteri al segretario del Partito Democratico Presidente del Consiglio" Matteo Renzi - concludendo - Ma se domani le elezioni andassero in un'altra maniera, provate a pensare cosa succederebbe e che tipo di rivoluzione la sinistra dovrebbe fare per combattere il mostro che oggi sta mettendo in piedi!."

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