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Riforma Senato: governo battuto su senatori a vita. Sel: maggioranza spaccata

Il governo è stato battuto in Commissione Affari costituzionali alla Camera su 2 emendamenti di Sel e della minoranza dal PD, che vanno ad eliminare dall'attuale testo i 5 senatori di nomina presidenziale, che dovevano rimanere in carica per 7 anni. Stefano Quaranta di Sel denuncia che il ddl non può approdare in Aula tra due giorni perché la maggioranza e spaccata e la Commissione non è riuscita ad affrontare le palesi contraddizioni di questa riforma del Senato.

Il governo è stato battuto in Commissione Affari costituzionali alla Camera, sul voto di 2 emendamenti al ddl riforme, uno di Sel e l’altro della minoranza PD, che eliminano dall'attuale testo i 5 senatori di nomina presidenziale, che dovevano rimanere in carica per 7 anni. Il governo è stato battuto per due soli voti. Pare che al momento del voto non fosse presente Francesco Sanna, esponente della maggioranza PD, anche se a far andare sotto il governo avrebbe contribuito anche il voto favorevole di Maurizio Bianconi, Forza Italia, che ha appoggiato gli emendamenti di Sinistra ecologia e libertà e della minoranza del Partito Democratico. "Non ero presente alla votazione, ma non c’è alcuna implicazione politica nel mancato voto" chiarisce Francesco Sanna. Stefano Quaranta, capogruppo di Sel in Commissione Affari Costituzionali, ricordando che "il governo è stato battuto sulla composizione del nuovo Senato" a due giorni dall'intenzione della maggioranza di dare "mandato al relatore di portare in Aula la riforma della Costituzione". Quaranta precisa: "La Commissione sino ad ora ha esaminato solo 13 articoli su 40 a causa dell'incapacità della maggioranza di avere una posizione unitaria. Si tratta di un vera e propria beffa che impedisce lo svolgersi di una discussione. - denunciando - In questo modo si impedisce alla Commissione di affrontare le palesi contraddizioni di questa riforma portando in Aula un provvedimento blindato quanto incoerente. Matteo Renzi non creda di poter fare carta straccia della Costituzione repubblicana in questo modo".

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