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Riforma Senato, Renzi: no a veti. Fuori da Commissione Corradino Mineo

L'ufficio di presidenza del gruppo PD ha escluso il senatore Corradino Mineo tra i membri della commissione Affari costituzionali del Senato. Corradino Mineo ha infatti fin dal principio appoggiato il ddl promosso da Vannino Chiti (divenuto europarlamentare), che persegue la strada di un Senato elettivo.

L'ufficio di presidenza del gruppo PD ha escluso il senatore Corradino Mineo tra i membri della commissione Affari costituzionali del Senato. Al posto dell'ex direttore di RaiNews24 approda come membro permanente il capogruppo PD Luigi Zanda. "E' un errore: non è utile né a Renzi né al governo né al partito cercare di far passare in commissione le riforme con un muro contro muro. E' un autogol per il governo e per il partito" afferma a caldo Corradino Mineo, tra quel gruppo di parlamentari democratici sostenitori di una riforma del Senato alternativa a quella proposta dal governo. Mineo ha infatti fin dal principio appoggiato il ddl promosso da Vannino Chiti (eletto alla Presidenza della Commissione politiche UE del Senato), che vuole un Senato elettivo. Il governo Renzi, invece, interde proseguire la strada che affida ai consigli regionali la scelta dei componenti della seconda Camera. D'altronde, proprio oggi il premier Matteo Renzi chiarisce: "Sulle riforme non lasciamo a nessuno il diritto di veto. Contano più i voti degli italiani che il diritto di veto di qualche politico".

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