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Riforma Senato, Mineo: modello francese per una casta degli amministratori

Il PD vorrebbe serrare le file al suo interno e procedere spedito all'approvazione delle riforme, in primis insitituzionali. Il PD sembra aprire sempre di più ad un Senato modellato alla "francese", cioè con elezione indiretta dei senatori. Corradino Mineo però attacca: così si crea una casta degli amministratori.

"Credo che in Commissione affari costituzionali si possa fare un buon lavoro sulla riforma del Senato e del titolo V. Ora vedremo gli emendamenti presentati dai gruppi ma io penso che, a partire dal testo base del governo, siamo vicini ad una buona riforma" afferma Anna Finocchiaro, intervenendo all'assemblea del gruppo del PD, precisando: "Come relatore, insieme a Roberto Calderoli, presenterò una serie di emendamenti su cui penso si possa trovare un accordo ampio e che raccolgono orientamenti ampiamente condivisi emersi dalla discussione in commissione. - aggiungendo - E' evidente però che per la composizione e i numeri del Senato, per far sì che si possa giungere in tempi congrui all'approvazione in commissione del testo da portare in aula serve innanzi tutto che la maggioranza e il PD, principale partito di governo, siano compatti. Il voto del 25 maggio ci ha consegnato una enorme responsabilità: quella di cambiare e riformare il Paese. Per questo è necessario corrispondere a questa responsabilità con un comportamento politico all'altezza della sfida che abbiamo di fronte". Finocchiaro fa quindi suo l'appello che anche Luigi Zanda rivolge ai senatori dem, di non comportarsi cioè come "un gruppo misto". Andrea Marcucci (PD), firmatario insieme al collega Franco Mirabelli di un emendamento che crea un collegio di consiglieri comunali, regionali e deputati per l'elezione dei membri del Senato delle Autonomie, sottolinea quindi che il punto di accordo sulla riforma del Senato è "il modello francese". Ma il gruppo dei democratici che continua a spingere per un Senato elettivo fa sentire la propria voce, stavolta attraverso la pagina Facebook di Corradino Mineo che sottolinea: "Troppe incombenze sono state trasferite alla autonomie in modo confuso. Non a caso il governo voleva centralizzare (riforma della riforma del titolo V) e irretire sindaci e governatori promuovendoli per qualche giorno senatori. Ora però, per non dare ragione a Chiti (e proteggere Berlusconi dalla fronda interna) si pensa di affidare le garanzie costituzionale a un parlamento per metà eletto con legge maggioritaria e partitocratica, per l’altra metà nominato dalla casta degli amministratori".

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