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Pagliari (PD): Senato delle istituzioni territoriali serve a democrazia

"La riforma costituzionale all'esame del Senato è dettata dalla necessità di dare istituzioni adeguate ad un'Italia mutata dal 1948 ad oggi", comunica in una nota l'esponente dem Giorgio Pagliari.

"La riforma costituzionale all'esame del Senato è dettata dalla necessità di dare istituzioni adeguate ad un'Italia mutata dal 1948 ad oggi. Il nuovo modello di bicameralismo proposto corrisponde all'esigenza di riconoscere ai livelli territoriali di governo l'importanza che hanno assunto nel sistema e un luogo di confronto in Parlamento. Per questo si restituisce alla Camera la titolarità del rapporto fiduciario e, quindi, la funzione politica, rimettendo in capo al Senato il ruolo di raccordo tra le istituzioni territoriali e il livello centrale. Si realizza così, sul piano del confronto da attuarsi prima dell'adozione delle leggi, quel livello di confronto e di sintesi che è necessario, come i continui conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni dimostrano" spiega il parlamentare dem Giorgio Pagliari in un comunicato.
Precisa quindi il senatore PD: "E' questa la motivazione che ha portato alla scelta del Senato delle istituzioni territoriali, composto non da i massimi rappresentanti degli organi esecutivi delle Regioni, ma dalla platea ai rappresentanti del popolo eletti nei consigli regionali. Questo giustifica il fatto che il Senato della Repubblica abbia anche competenza legislativa sulle leggi costituzionali, un elemento di equilibrio tra le camere. Per questo credo che occorra ritornare in larga parte alle competenze attribuite al Senato dal testo uscito da Palazzo Madama, che definiva all'articolo 1 in modo equilibrato, preciso e netto le competenze delle due camere. In questo quadro credo che si possa ulteriormente riflettere sulla modalità di scelta dei senatori, tenendo fermo il principio del consigliere regionale senatore e del sindaco senatore. E' poi necessario ritornare alla formula licenziata dal Senato anche per quanto riguarda l'elezione dei giudici della Corte costituzionale e riflettere anche sui meccanismi per l'elezione del Presidente della Repubblica. Sono però da respingere tutti i tentativi di ricominciare da capo il processo di riforma, perché solo una democrazia governante, che funziona, è una garanzia di democrazia. Questo non è ciò che vogliono il Pd e il Paese."

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