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PD, Chiti: chiarezza su riforma Senato in vista del referendum

"E' bene fare chiarezza sulla riforma costituzionale: soprattutto per i cittadini che saranno chiamati nel referendum a dire la parola decisiva", così in un comunicato Vannino Chiti, esponente dem.

"E' bene fare chiarezza sulla riforma costituzionale: soprattutto per i cittadini che saranno chiamati nel referendum a dire la parola decisiva. Stiamo alla composizione e alle modalità di elezione del Senato - precisa in un comunicato il senatore del PD Vannino Chiti -, dando per scontato che su funzioni e ruoli di controllo vi sia accordo. 100 senatori sono l'esito dell'iniziativa della minoranza. Fosse per noi dimagrirebbe anche la Camera dei Deputati: da 630 a non più di 500. Ho avanzato una proposta di compromesso coerente con la dignità della Carta costituzionale: i futuri senatori siano, come è gia' scritto nel testo in discussione, sindaci e consiglieri regionali. Qual è allora il punto centrale che ancora divide? Chi elegge i consiglieri-senatori. Io voglio che siano i cittadini. Governo e maggioranza PD sostengono che devono essere i consigli regionali."
"Sarebbe bello se chi sostiene quest'ultima impostazione ne desse le motivazioni, uscendo dalle sciocchezze secondo cui il voto dei cittadini imporrebbe di mantenere al nuovo Senato la fiducia ai governi. Non è cosi' in grandi nazioni come la Spagna o la Polonia, dove i cittadini eleggono al Senato parlamentari a tempo pieno, dovrebbe esserlo in Italia dove eleggerebbero consiglieri-senatori, non in una sola elezione ma in concomitanza con il voto delle regionali? Noi 'intransigenti' avevamo fatto anche un'altra proposta: il Senato sia composto dai sindaci delle Città capoluogo di Regione, dai presidenti delle giunte e da assessori delle Regioni e decida con voto unitario, per rappresentanze dei territori, non per gruppi politici. Sarebbe stata una soluzione assai vicina al Bundesrat tedesco: anche a questa soluzione si è opposto un niet. Mi pare dunque che l'intransigenza e la volontà di proporre per la Costituzione pasticciacci battezzandoli entusiasticamente 'intese' spettino al governo e a chi guida il PD. Si rinuncia oltretutto a soluzioni che amplierebbero i consensi, coinvolgendo forze di opposizione, assicurando un cammino più spedito alla riforma. Tutto questo ha una logica? A me, lo confesso, sfugge" riflette in ultimo nella nota Chiti.

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