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Rigassificatore Civitavecchia, Sel: governo boccia exit strategy da dipendenza carbone

L'assemblea del Senato ha approvato le mozioni presentate da PD, Lega Nord e Forza Italia in tema di impianti di rigassificazione e sulla centrale elettrica di Civitavecchia. Respinte invece le mozioni di Sel e MoVimento 5 Stelle. La senatrice Loredana De Petris di Sinistra ecologia e libertà commenta: "il governo non vuole mettere in campo un'exit strategy dalla dipendenza dal carbone, né eliminare i sussidi diretti e indiretti all'energia prodotta dai fossili".

L'assemblea del Senato ha approvato le mozioni presentate da PD, Lega Nord e Forza Italia in tema di impianti di rigassificazione e sulla centrale elettrica di Civitavecchia. Respinte invece le mozioni di Sel e MoVimento 5 Stelle. "E’ assurdo e gravissimo che mentre tutti, a parole, dicono di voler intervenire sul Polo energetico di Civitavecchia che provoca impatto sull’ambiente e sulla salute, non si riesca neppure ad approvare una mozione che impegna il governo a riaprire immediatamente la Conferenza dei servizi sull’AIA della centrale di Torre Valdaliga Nord al fine di un generale ridimensionamento delle condizioni di esercizio con una relativa diminuzione delle ore di lavorazione dell’impianto, delle quantità annue di carbone bruciabile, nonché a garantire il rispetto dei limiti del contenuto di zolfo minore dello 0,3, così come imposto dal piano di riqualificazione dell’aria della Regione Lazio" commenta dopo la votazione la senatrice di Sinistra ecologia e libertà Loredana De Petris, aggiungendo: "Sembra che nessuno qui si renda conto del fatto che stiamo parlando della salute di migliaia di persone esposte al rischio di tumore ai polmoni, scientificamente accertato e confermato dai dati sulla salute pubblica nell’area di Civitavecchia e del Nord del Lazio". La senatrice di Sel sottolinea quindi che "il parere negativo che il governo, smentendo se stesso, ha espresso sulla nostra mozione conferma che anche questo esecutivo, come tutti quelli che lo hanno preceduto, non vuole mettere in campo un’exit strategy dalla dipendenza dal carbone, né eliminare i sussidi diretti e indiretti all’energia prodotta dai fossili", e conclude: "il Governo oggi ha perso un’altra occasione per avviare una discussione seria sulla politica energetica e per una SEN (Strategia energetica nazionale) orientata in modo definitivo su energie rinnovabili, efficienza e risparmio".

Le mozioni respinte di Misto-SEL e M5S prevedevano impegni ad emanare il decreto di revoca del rigassificatore di Trieste; a rivedere la strategia energetica nazionale puntando sulla centralità delle rinnovabili e sull'efficienza energetica; a mettere a punto un'exit strategy dalla dipendenza dal carbone entro il 2030; a predisporre l'eliminazione di sussidi alle energie derivanti da fonti fossili; a riaprire la Conferenza dei servizi sull'autorizzazione integrata ambientale (AIA) della centrale di Torre Valdaliga Nord, mettendo in campo le azioni necessarie per riconvertire le maestranze impiegate negli impianti termoelettrici; a garantire il rispetto dei limiti imposti dal piano di riqualificazione dell'aria della Regione Lazio; a rispettare l'ordinanza del sindaco che vieta l'utilizzo di combustibile solido secondario e a prevedere lo smantellamento dell'impianto entro il 2020; a far osservare all'Enel tutte le prescrizioni previste nella valutazione d'impatto ambientale (VIA); ad assicurare che nel territorio di Civitavecchia sia scartata ogni ipotesi di nuova realizzazione o utilizzo di impianti di termovalorizzazione; a promuovere in sede europea una maggiore integrazione del mercato interno dell'energia; a non procedere alla realizzazione di nuovi impianti di rigassificazione e a sospendere le autorizzazioni in corso.

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