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Oxfam: spot SodaStream Scarlett Johansson incompatibile con ruolo ambasciatrice

Scarlett Johansson gira uno spot per la SodaStream, ma la pubblicità sarebbe stata ritirata dal Super Bowl del 2 febbraio per la frase finale "sorry Coca e Pepsy". Inoltre, a causa dello spot sono piovute critiche su Scarlett Johansson dalla Oxfam perché la SodaStream ha una grossa fabbrica in un insediamento israeliano in Cisgiordania.

Una pubblicità sembra più importante, per Scarlett Johansson, del suo impegno come "ambasciatrice" per la Ong Oxfam International. Scarlett Johansson ha infatti girato uno spot per la SodaStream che su Youtube già spopola ma che non è piaciuto né a diversi attivisti di Oxfam né agli organizzatori del Super Bowl del 2 febbraio, che avrebbero ritirato la pubblicità. Nello spot di SodaStream, società che ha lanciato sul mercato le bibite gassate fai da te, Scarlett Johansson non solo appare molto "appassionata" nel bere una bevanda con le bollicine ma alla fine della pubblicità chiude con un "sorry Coca e Pepsy". Per il Super Bowl lo spot non sarebbe quindi conforme alle norme che regolano le pubblicità, poiché il messaggio farebbe intendere la "superiorità" di SodaStream nei confronti delle concorrenti Coca Cola e Pepsy senza fornire ulteriori tesi che l'apprezzamento di Scarlett Johansson.

A far scatenare invece l'ira degli attivisti di Oxfam il fatto invece che SodaStream ha una grossa fabbrica in un insediamento israeliano in Cisgiordania, un territorio in mano ad Israele dal 1976 ma rivendicato dai palestinesi. Anche se l'azienda ha lavoratori sia israeliani che palestinesi, la Oxfam condanna l'azienda in quanto ubicata su un insediamento, considerato illegale dal diritto internazionale. Dopo le prime critiche, Scarlett Johansson ha cercato di spiegare di essere una "sostenitrice della cooperazione economica e dell'interazione sociale tra un Israele democratico e la Palestina". Ciò però non deve essere bastato, tanto che in un comunicato di Oxfam si legge infine che l'Ong "ha accettato la decisione di Scarlett Johansson di dimettersi dopo otto anni come ambasciatore globale" dicendosi comunque grata "per i suoi numerosi contributi". La Oxfam quindi aggiunge: "Mentre Oxfam rispetta l'indipendenza dei nostri ambasciatori, il ruolo della sig.ra Johansson nel promuovere l'azienda SodaStream è incompatibile con il suo ruolo di ambasciatore globale di Oxfam. Oxfam ritiene che le imprese, come SodaStream, che operano negli insediamenti aggravino ulteriormente la povertà e contribuiscono alla negazione dei diritti delle comunità palestinesi che noi sosteniamo con il nostro lavoro. Oxfam si oppone a qualsiasi commercio negli insediamenti israeliani, che sono illegali secondo il diritto internazionale".

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