le notizie che fanno testo, dal 2010

VINYLS: proposta brasiliani entro 28 cm. Paura per "effetto Gilliam"

Gli operai Vinyls da tre mesi sono senza cassa integrazione. Ma i "brasiliani" entro venerdì 28 settembre dovrebbero presentare l'offerta per comprare gli impianti del PVC di Porto Torres "in blocco". La Sardegna ci "vuole" credere, ma l'"effetto Gilliam" incomincia a risuonare dalle radioline.

Alessandra Zedda, assessore all'industria della Regione Sardegna ha confermato le indiscrezioni di stampa su VINYLS: entro il prossimo venerdì (28 settembre) la "misteriosa" società brasiliana interessata all'impianto dovrà formalizzare la proposta d'acquisto ai commissari della Vinyls. La "società brasiliana" è misteriosa perché non ha ancora un nome, e non l'avrà fino alla possibile "lettera" che dovrà arrivare entro fine mese. La faccenda, se non fosse così drammatica per il lavoratori della Vinyls, per le loro famiglie e per l'indotto industriale del nord della Sardegna, sarebbe davvero surreale e degna di essere filmata da Terry Gilliam, sul modello dello splendido Brazil (1985). Come sintetizza Wikipedia "il film è ambientato in un futuro in cui la burocrazia ha preso il sopravvento in ogni attività dell'uomo e, combinata al cinismo spietato dei potenti, uccide i pochi che ancora riescano a sognare". Gli operai della Vinyls che su uno striscione ribadivano "non siamo rassegnati" continuano a "sognare", a sperare che i "brasiliani" non si trasformino, con un "effetto Gilliam" in "Brazil", con i suoi tubi (chi ha visto il film non può dimenticarli) e quella torre di raffreddamento usata come sala per il "lavaggio del cervello". La domanda quindi rimane: i brasiliani esisteranno davvero, o come scriveva l'Isola dei Cassintegrati continuerà il "Vinyls mistero"?

"La vertenza Vinyls - scrivevano Marco Nurra e Michele Azzu - è costellata di misteri e fallimenti. Prima la multinazionale araba Ramco, che dopo mesi di trattative in cui non c'era stata l'ombra di un problema, abbandona ogni dialogo. Nessuno, neanche il ministero, dirà il perché. Idem un anno dopo con la svizzera Gita. Nessuna spiegazione. E la vicenda tocca l'inverosimile quando altri compratori, consigliati da Eni e ministero, si rivelano dei delinquenti e finiscono in galera". Ma la Regione Sardegna ai brasiliani ci crede, e ancora una volta tutti i sardi ci vogliono credere. Afferma l'assessore Alessandra Zedda: "Per chiudere la procedura nel rispetto dei tempi è importante che il gruppo brasiliano presenti un'offerta vincolante, cioè garantita da fideiussione. Venerdì incontrerò personalmente i potenziali acquirenti per fare ulteriori approfondimenti sul tema. Per il momento sappiamo che si tratta di una pre-offerta 'a blocco', ritenuta congrua dai commissari liquidatori, che garantirebbe la ripresa produttiva del sito industriale e la piena occupazione". Insomma sembra la volta buona. Gli operai intanto, come si dice affettuosamente in Sardegna, "per non saper né leggere né scrivere" continuano la loro coraggiosissima protesta sopra la torcia (ovviamente spenta) del VCM a 100 metri d'altezza. Anche perché i soldi della cassa integrazione da tre mesi non arrivano e l'incontro tra i rappresentanti sindacali e Antonello Liori (Assessore al Lavoro della Regione Sardegna) e all'assessore all'Industria Alessandra Zedda si è concluso con un nulla di fatto. Sostanzialmente la Regione Sardegna "rimpalla" il problema al Ministero del Lavoro di Elsa Fornero. Tutto questo mentre una radiolina suona, tra gli impianti di Porto Torres, il motivetto di Ary Barroso Aquarela do Brasil.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: